Rapporto esplicativo
Consultazione 2014/65: Revisione totale l'Ordinanza tecnica sui rifiuti (TVA) · 60 pagine
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Referenz/Aktenzeichen: N093-1290
principi fondamentali concernenti gli impianti necessari per le opere di costruzione relative alle discariche. Tali disposizioni costituiscono anche la base per la norma SIA 203 concernente la costruzione di discariche (attualmente in fase di revisione), che contiene le prescrizioni dettagliate sulla progettazione e l’esecuzione dei lavori di costruzione, di sostituzione e chiusura delle discariche dal punto di vista ingegneristico.
Al numero 11 dell’allegato 5 OTR viene sancito in modo esplicito che nelle zone e nelle aree di protezione delle acque sotterranee non possono essere realizzate discariche. Lo stesso vale in linea di massima anche per i luoghi in cui si trovano acque sotterranee utilizzabili e per le zone ad esse limitrofe necessarie alla loro protezione, ovvero il settore di protezione delle acque Au secondo le disposizioni dell’OPAc. Fanno eccezione le discariche di tipo A, che sono invece ammesse in un Au in quanto vi si può depositare esclusivamente materiale di scavo e di sgombero non inquinato. In questo caso, tuttavia − come previsto per l’estrazione di materiale − occorre rispettare una distanza di almeno due metri sopra il livello naturale massimo della falda freatica, calcolato su un periodo di dieci anni. Inoltre, è ammessa la costruzione di una discarica di tipo B nella zona limitrofa di un settore di protezione delle acque Au, se il sottosuolo soddisfa determinate condizioni (cfr. allegato 5 n. 12 cpv. 2 lett. a OTR).
Le carte di protezione delle acque, generalmente in scala 1:25 000, servono da riferimento nel pianificare l’ubicazione delle discariche. La prova che si rispettano i requisiti di carattere geologi-
co/idrogeologico dell’ubicazione prescelta implica tuttavia che, in fase di progettazione, siano condotte apposite indagini sufficientemente approfondite. Fungono da base a tal fine la direttiva e le istruzioni pertinenti in materia di protezione delle acque (p. es. le istruzioni pratiche per la protezione delle acque pubblicate dall’UFAFP nel 2004) nonché le specifiche integrazioni che figureranno nell’aiuto all’esecuzione dell’OTR. Se la rappresentazione generalizzata e in scala della carta di protezione delle acque indica per esempio la presenza di un Au, tuttavia non confermata dall’analisi dettagliata del sito (base di valutazione: istruzioni pratiche per la protezione delle acque pubblicate dall’UFAFP nel 2004), fa stato l’analisi dettagliata e la carta va aggiornata di conseguenza.
Il numero 12 dell’allegato 5 OTR riporta i requisiti applicabili al sottosuolo di una discarica. La stabilità a lungo termine di tale sottosuolo e delle aree limitrofe dev’essere sufficientemente comprovata mediante indagini geotecniche e calcoli di assestamento. Un sottosuolo poco permeabile è essenziale affinché possa fungere da barriera naturale e contribuire così a prevenire potenziali contaminazioni delle acque sotterranee da parte dell’acqua d’infiltrazione della discarica. L’assetto geologico in Svizzera raramente offre l’omogeneità auspicata lungo tutto il perimetro della discarica. In questi casi la barriera naturale può raggiungere il presupposto desiderato di una bassa permeabilità, su tutta la superficie, soltanto in combinazione con spessi strati di consolidamento artificiali composti di materiale minerale e aventi un’omogeneità di gran lunga maggiore. Nel caso in cui il sottosuolo sia consolidato o integrato artificialmente, occorre che il materiale minerale utilizzato sia conforme ai requisiti applicabili al materiale di scavo non inquinato. Se il materiale o i rifiuti minerali provengono da un sito inquinato, vanno esaminati anche i parametri − e fissati i corrispondenti valori limite − che hanno condotto alla contaminazione. Si può così garantire che vengano impiegati soltanto materiali e rifiuti non inquinati. Qualora si intenda sistemare una discarica di tipo B nella zona limitrofa di un settore di protezione delle acque Au, è indispensabile una base stagna per garantire un drenaggio controllato. Qualora quest’ultima non sia presente naturalmente con uno spessore di almeno 2 m e un coefficiente di per-
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meabilità medio k di 1 x 10 m/s, occorre predisporre un apposito strato piano di 0,6 m con un coeffi-
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ciente di permeabilità medio k di 1 x 10 m/s.
Per la sistemazione di una discarica di tipo C, D ed E è richiesta a priori una combinazione, come descritto sopra, di una barriera naturale minima e di un’integrazione artificiale. Sopra questa base può quindi essere sistemata la costruzione vera e propria della discarica con impermeabilizzazione del fondo e dei fianchi.
Come hanno reso evidente le pianificazioni di discariche degli ultimi anni, è spesso praticamente impossibile trovare ubicazioni che presentino la barriera naturale auspicata, avente cioè uno spessore di
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almeno 2 m, e un coefficiente di permeabilità medio k di 1 x 10 m/s; oppure non è sempre possibile
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