Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/75: Adeguamento del calcolo del tasso d'interesse calcolatorio di cui all'art. 13 cpv. 3 lett. b OAEI (WACC) · 30 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 27Fedlex · Rapporto sui risultati

Thomas Vettiger (IFBC) risponde che nel finanziamento di una casa la situazione è opposta, poiché il finanziamento successivo alla consegna deve essere guadagnato dal proprietario stesso. L’attuale costo di un’impresa per l’indebitamento corrisponde all’incirca a quello dell’esempio della IFCB. Se un’impresa ritiene che i livelli attuali dei tassi siano realmente convenienti, si rifornirà di capitale e vincolerà questo denaro il più possibile a lungo termine. Se invece i tassi continuano a scendere questa misura non è adeguata; sarebbe più opportuno assumere debiti a breve termine. Questo è il rischio generale nell’ambito del finanziamento. Per la stabilità a lungo termine il tasso di costo del capitale di terzi deve essere necessariamente aggiornato. Secondo la IFCB, l’AAE non deve obbligatoriamente assumersi il rischio dovuto al tasso d’interesse. Secondo il Prof. Dr. Rudolf Volkart (IFBC) vale come sempre la regola d’oro del bilancio. Ciò non ha niente a che fare con il problema descritto.

Perché il tasso d’interesse esente da rischi per il capitale proprio è stato mantenuto al 2,5% mentre quello per il capitale di terzi è passato da 2% a 0,5%? Questa la domanda posta da Christian Bigler (Cantone di Sciaffusa).

Il Prof. Dr. Rudolf Volkart (IFBC) replica che nelle formule scientifiche l’acronimo inglese rf (risk free rate of return) non ha sempre lo stesso significato. Per il Risk Premium Rate (rm – rf) un rf vale per un periodo di tempo molto lungo. Inoltre esiste un rf (con la stessa designazione) per i costi del capitale proprio che raffigura il rendimento previsto degli investitori di capitale proprio. L’empirismo dimostra che nel complesso le aspettative di rendimento, se calcolate in modo sostenibile, sono relativamente stabili. Per l’rf per i costi del capitale di terzi è rilevante una fattispecie attuale. Tuttavia può essere estremamente fuorviante utilizzare sempre lo stesso simbolo per designare fattispecie de facto diverse.

Walter Müller (GGS) si chiede se esiste una correlazione tra il WACC e gli investimenti in una rete (elettrica).

Il Prof. Dr. Rudolf Volkart (IFBC) risponde che non è possibile individuare una correlazione sensata tra queste due grandezze. E se anche lo fosse, in un modello plurifattoriale con diversi fattori d’influsso bisognerebbe filtrare quale fattore esercita quale influsso sul WACC. Inoltre non è chiaro se l’effetto si produca da A a B o piuttosto nella direzione inversa. Riassumendo è tutto molto più complesso di quanto si potrebbe ipotizzare.

4.6 Pareri

AES

L’AES ringrazia il presidente per la sintesi dei pareri espressi nella giornata precedente (28.9.2015) a seguito della SE 2050 il settore elettrico prevede un elevatissimo fabbisogno di investimenti e per questa ragione i tassi d’interesse devono essere adeguati. Purtroppo ciò non è più dato con la modifica del WACC proposta che impedisce inoltre di finanziare in maniera adeguata le considerevoli innovazioni necessarie per attuare la SE 2015. È grave e preoccupante sotto il profilo politico che dopo breve tempo si modifichi nuovamente il calcolo del WACC. Ciò comporta per le AAE gravi problemi, poiché si ritrovano a un punto di partenza diverso rispetto a quello sostenuto dalla IFBC. Inoltre suscitando dubbi circa la sicurezza giuridica e degli investimenti, si lancerebbe un segnale negativo, anche in altri settori dell’economia elettrica. L’AES ritiene necessaria un’analisi a lungo termine del livello dei tassi, in particolare per il capitale di terzi. La modifica del WACC proposta viene giudicata dall’AES