Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/75: Adeguamento del calcolo del tasso d'interesse calcolatorio di cui all'art. 13 cpv. 3 lett. b OAEI (WACC) · 30 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 6Fedlex · Rapporto sui risultati

2.2 Valutazioni dei partecipanti suddivisi per categorie

Numerosi partecipanti hanno criticato il breve lasso di tempo concesso per la presa di posizione, in particolare considerando la grande rilevanza della modifica proposta.

I Cantoni AI, NW, SO, SZ, UR e TG appoggiano la modifica proposta senza riserve. Anche i Cantoni BL e BS sostengono la modifica proposta, a condizione tuttavia di tenere conto della sicurezza dell’approvvigionamento e dei periodi di finanziamento lunghi. I Cantoni AG, BE, FR, GE, GL, GR, JU, LU, NE, SH, TI, VD, VS, ZG e ZH respingono la modifica proposta. Giudicano critico il momento in cui viene effettuata la modifica del WACC; inoltre la concezione di calcolo viene rimessa in discussione dopo soli tre anni. La modifica infine è in contraddizione con l’obiettivo della concezione, ossia creare condizioni quadro stabili e tenere in considerazione gli investimenti a lungo termine. Alcuni Cantoni sostengono che la modifica proposta limiti il margine di manovra dei gestori di rete e riduca gli incentivi agli investimenti nelle reti, rappresentando così un pericolo per la sicurezza dell’approvvigionamento. Inoltre ritengono che in tal modo i costi del capitale di terzi non potranno più essere coperti e la pressione sui rating delle aziende di approvvigionamento energetico potrebbe aumentare ulteriormente. Alcuni Cantoni osservano che la modifica potrebbe produrre effetti negativi in termini di ammanchi fiscali per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni, mettendo a rischio anche dei posti di lavoro.

Le città rappresentate dall’Unione delle città svizzere (UCS) e dalla Città di Losanna respingono la modifica in quanto genera incertezza e potrebbe mettere a rischio la sicurezza dell’approvvigionamento, in particolare sullo sfondo della Strategia energetica 2050 e degli investimenti a lungo termine. Un orizzonte d’investimento di lungo periodo necessita di condizioni quadro stabili e calcolabili; la modifica ridurrebbe invece la sicurezza della pianificazione.

Divergenti le posizioni delle associazioni mantello dell’economia. L’Unione sindacale svizzera (USS) respinge la modifica in quanto ritiene che nell’ambito delle tariffe elettriche sia più importante per l’economia una politica affidabile che modifiche a breve termine. La fase in cui è proposta la modifica è delicata e i minori introiti per le aziende di approvvigionamento energetico ridurrebbero la sicurezza della pianificazione. L’Unione delle arti e mestieri (usam) al contrario accoglie con favore la modifica giudicandola minima: nell’attuale contesto di mercato un adeguamento dei parametri del capitale proprio risulta comunque opportuna. Aggiunge inoltre che la questione della sicurezza dell’approvvigionamento non ha nulla a che fare con l’adeguamento del WACC. La Fédération des Entreprises Romandes (FER) è favorevole alla modifica. Per economiesuisse l’obiettivo non deve essere un WACC il più possibile elevato o basso, quanto piuttosto quello di definire un WACC «corretto sotto il profilo economico» che permetta di contemplare i rischi effettivi e di coprire i costi, di creare sufficienti incentivi agli investimenti necessari nella rete, ma nel contempo di evitare un rendimento eccessivo che graverebbe ulteriormente sulla sede produttiva.

Il settore elettrico, rappresentato da AEW Energie AG, Axpo Holding AG, BKW AG, Elektrizitätswerk der Stadt Zürich (EWZ), Elektrizitätswerk des Kantons Schaffhausen (EKS), Elektrizitätswerke des Kantons Zürich (EKZ), EnAlpin AG, Engadiner Kraftwerke (EKW), Forces Motrices Valaisannes (FMV), Cooperativa Elektra Baselland (EBL), Cooperativa Elektra Birseck (EBM), IBC Energie Wasser Chur, Kraftwerke Hinterrhein (KWH), Repower AG, rhiienergie, Services Industriels de Genève (SIG), St. Moritz Energie, Swisselectric, Swissgrid e Swisspower, è nettamente contrario alla modifica. Le aziende sostengono che il fabbisogno di investimenti nelle reti, in particolare con l’attuazione della Strategia energetica 2050, rimane elevato e che la modifica proposta intaccherebbe la sicurezza giu-