Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/75: Adeguamento del calcolo del tasso d'interesse calcolatorio di cui all'art. 13 cpv. 3 lett. b OAEI (WACC) · 30 pagine
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no poco a che fare con la rete elettrica in quanto tale, bensì con altri sviluppi finanziari sul mercato dell’energia elettrica. La valutazione dei rating riguarda prevalentemente i gestori delle reti (elettriche) all’estero. I rating di queste aziende straniere sono diminuiti. L’UFE ha definito un WACC per la rete elettrica svizzera e non per i gruppi Alpiq, Axpo o BKW nel complesso.
Walter Müller (GGS) si chiede se i gestori delle reti estere nel peer group siano assoggettati a una regolazione basata sugli incentivi oppure se agiscono nel contesto di una regolazione cost plus come avviene in Svizzera.
Markus Varga (IFBC) risponde che già la perizia del 2012 conteneva dettagli sul peer group. Si tratta di un peer group europeo formato da dodici imprese. In Europa i gestori «puri» di rete elettrica sono pochi; di conseguenza i criteri di selezione per il peer group sono stati stabiliti in modo che l’attività principale dell’impresa quotata in borsa fosse la rete elettrica. La valutazione del rischio è stata effettuata analizzando con estrema precisione i singoli beta delle imprese del peer group. Al fine di garantire un’adeguata valutazione del rischio del settore delle reti elettriche in quanto tale sono stati selezionati solo i gestori «puri» di reti elettriche. Il Prof. Dr. Rudolf Volkart (IFBC) aggiunge che le banche valutano la solvibilità delle imprese ponderando in modo estremamente positivo l’elevata stabilità degli introiti dei gestori di reti elettriche. Solitamente nel proprio rating interno una banca tende a preferire i gestori di reti elettriche rispetto ad altre aziende.
Peter Lehmann (DSV) si congratula con il Prof. Dr. Rudolf Volkart (IFBC) per il modello di calcolo del WACC applicato da qualche anno. Tuttavia per Peter Lehmann (DSV), in qualità di rappresentante delle piccole, AAE non è chiara la relazione tra il calcolo del WACC e le piccole AAE. In merito pone alla IFCB tre domande:
Nella valutazione degli interessi sul capitale di terzi è stata rilevata in modo empirico la situazione finanziaria effettiva delle piccole AAE?
Nel rapporto della IFBC viene indicato come valore minimo del capitale di terzi esente da rischi lo 0,5%. In che modo viene calcolato esattamente questo valore?
Perché il WACC per la rete dovrebbe essere inferiore al WACC per gli impianti soggetti alla RIC (rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica)?
Thomas Vettiger (IFBC) risponde alla prima domanda affermando che purtroppo in generale tra le AAE vi è scarsa trasparenza. Pur non disponendo di contratti di credito delle piccole AAE da cui ricavare gli attuali costi del capitale effettivi, la IFBC possiede ampie conoscenze dell’attuale prassi bancaria e finanziaria e può desumere l’importo da pagare per i crediti bancari. Si tiene conto del fatto che le piccole AAE necessitino di un finanziamento bancario: il tasso d’interesse di riferimento per il capitale di terzi infatti non è quello osservabile sul mercato dei capitali. Nel finanziamento delle AAE da parte delle banche non esistono tassi d’interesse negativi, ma soltanto interessi al di sopra dello 0%. Ciò è evidente nell’attività con la clientela aziendale e in modo molto marcato anche nel finanziamento ipotecario nell’attività con i clienti privati. L’esperienza dimostra che il tasso d’interesse corretto è all’incirca dello 0,5%.