Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/48: Revisione della legge sulle forze idriche: normativa in materia di canoni per i diritti d'acqua dopo il 2019 · 13 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 12Fedlex · Rapporto esplicativo

vità delle centrali idroelettriche e delle imprese di approvvigionamento energetico nel cui portafoglio rientrano le grandi centrali idroelettriche. A ciò si aggiunge il fatto che con l’entrata in vigore della prevista apertura totale del mercato in futuro tutta la corrente elettrica generata a partire da forza idrica svizzera dovrà eventualmente essere venduta sul mercato libero.

L’esenzione dal canone annuo per le nuove costruzioni e la riduzione dello stesso per le centrali elettriche che hanno beneficiato di contributi di investimento per ampliamenti o rinnovi considerevoli portano a una riduzione delle entrate provenienti dal canone annuo per gli enti pubblici beneficiari dei canoni annui. D’altro lato, tuttavia, a breve termine questi ultimi traggono vantaggio dal fatto che gli investimenti mantengono o creano posti di lavoro. A lungo termine è lecito attendersi un aumento delle entrate provenienti dal canone annuo.

3.4 Ripercussioni a livello sociale

Attraverso le ripercussioni di natura finanziaria, l’aliquota ridotta del canone annuo ha indirettamente un influsso sulla società. Le entrate del canone annuo generano entrate ingenti nei Comuni di montagna. Queste ultime sono necessarie per poter offrire alloggi attrattivi e con poche pressioni fiscali, e per poter evitare l’esodo dalla regione.

3.5 Ripercussioni a livello ambientale

In alcuni Cantoni, tra cui Berna e Vallese, una parte delle entrate del canone annuo viene utilizzata per misure ambientali, ad esempio nel quadro della rivitalizzazione dei corsi d’acqua. L’ammontare di tali fondi si riduce parallelamente all’aliquota massima del canone annuo.

3.6 Altre ripercussioni

Secondo l’articolo 76 capoverso 5 Cost., per quanto riguarda i diritti e i canoni relativi a risorse idriche internazionali la Confederazione decide d’intesa con i Cantoni interessati. In singoli casi la Confederazione può decidere come procedere con le centrali idroelettriche di confine. Occorrerà verificare se e come si renda necessario un accordo internazionale in seguito allo stralcio dell’ultima frase dell’articolo 49 capoverso 1 LUFI.

4 Rapporto con il programma di legislatura e con le strategie nazionali del Consiglio federale

4.1 Rapporto con il programma di legislatura

L’avamprogetto è annunciato nel messaggio del 27 gennaio 2016 sul programma di legislatura 2015–201919. Secondo il messaggio del 27 gennaio 2016 sul programma di legislatura 2015–2019, nell’obiettivo 7 si chiede che la Svizzera garantisca un approvvigionamento energetico a lungo termine. L’adeguamento del canone annuo a partire dal 2020 rientra nella Strategia energetica 2050 e nell’obiettivo di un approvvigionamento energetico a lungo termine.

4.2 Rapporto con le strategie nazionali del Consiglio federale

4.2.1 Rapporto con la Strategia energetica 2050

Con la Strategia energetica 2050, il Consiglio federale intende tra l’altro ridurre il consumo medio di energia e di elettricità pro capite, aumentare la quota delle energie rinnovabili e ridurre le emissioni di CO2 dovute al consumo energetico. Secondo l’articolo 2 capoverso 2 LEne è perseguito un incremento della forza idrica indigena che consenta di raggiungere una produzione di almeno 37,4 TWh nel 2035. La riduzione dell’aliquota massima del canone annuo migliora la situazione economica delle centrali elettriche esistenti. L’esenzione dal canone annuo per un periodo di 10 anni per le centrali elettriche costruite grazie a contributi d’investimento oppure per il loro ampliamento o rinnovamento consente di sostenere progetti che attualmente non sarebbero redditizi o che non verrebbero realizzati.

4.2.2 Rapporto con la seconda tappa di apertura del mercato dell’energia elettrica

La LAEl prevede l’apertura del mercato dell’energia elettrica. La prima parte è già stata applicata: i grandi consumatori possono scegliere liberamente il proprio offerente. La seconda parte dell’apertura del mercato (apertura completa), che intende concedere la scelta del fornitore di corrente elettrica anche agli altri consumatori finali in Svizzera, è in sospeso.

Dopo l’entrata in vigore dell’apertura completa del mercato, i produttori di corrente elettrica generata a partire da forza idrica svizzera che oggi riforniscono i clienti finali per l’approvvigionamento di base non potranno più vendere nella stessa misura la propria corrente elettrica a prezzi di produzione. Ciò può costituire un’ulteriore pressione per i gestori di impianti idroelettrici. L’aliquota ridotta del canone annuo riduce la differenza tra i prezzi di mercato e i costi di produzione, rendendo le centrali idroelettriche più concorrenziali.

19 FF 2016 909