Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/48: Revisione della legge sulle forze idriche: normativa in materia di canoni per i diritti d'acqua dopo il 2019 · 13 pagine
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che viene completato con una chiara delega della competenza al Consiglio federale, il quale potrà stipulare autonomamente accordi internazionali nell’ambito dell’utilizzazione delle forze idriche delle sezioni di corsi d’acqua che toccano la frontiera nazionale. Pertanto al Consiglio federale viene delegata la competenza di regolare autonomamente tutte le questioni riguardanti gli impianti idroelettrici di frontiera nell’ambito di accordi internazionali. Possono essere oggetto di tali accordi il conferimento di diritti d’utilizzazione, l’autorizzazione autonoma dell’utilizzazione di forze idriche da parte degli aventi il diritto di disporre, la determinazione di prestazioni e condizioni per il conferimento del diritto d’utilizzazione e la disposizione di misure di risanamento e di misure concernenti l’esercizio.
I diritti d’utilizzazione delle sezioni di corsi d’acqua che toccano la frontiera nazionale sono da sempre conferiti dalla Confederazione. Per garantire la coerenza, questa regola di competenza deve essere precisata. Il completamento stabilisce pertanto quanto risulta già dall’articolo 62 esistente, ovvero che al Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) spettano altresì le decisioni in merito all’approvazione dei piani necessari alla costruzione o alla modifica di impianti, nonché il rilascio delle autorizzazioni necessarie secondo il diritto federale. A ciò è correlata la determinazione delle prestazioni e delle condizioni per il conferimento del diritto d’utilizzazione di cui all’articolo 48 e di conseguenza anche del canone annuo. Viene inoltre precisato che nel caso delle centrali idroelettriche di frontiera spetta al DATEC ordinare misure di risanamento, in particolare il risanamento dei deflussi residuali e altre misure volte a risanare le centrali idroelettriche di frontiera. Ciò concerne in particolare misure per il risanamento del bilancio in materiale detritico, il ripristino della libera migrazione dei pesci e l’eliminazione degli effetti negativi dei deflussi discontinui sui corsi d’acqua. Questi obblighi in materia di risanamento risultano dalle leggi federali sulla protezione delle acque10 e sulla pesca11. Il Dipartimento può inoltre ordinare misure concernenti l’esercizio. Laddove opportuno, ad esempio data la vicinanza fisica, in singoli casi il DATEC deve poter delegare al Cantone la disposizione di una misura. In ogni caso il DATEC deve tenere conto della particolarità del contesto internazionale. Gli enti pubblici aventi il diritto di disporre e i Cantoni devono sempre essere consultati previamente. Il completamento dell’articolo 7 non prevede alcuna modifica materiale.
1.3 Motivazione e valutazione della soluzione proposta
La normativa transitoria proposta consente di tenere conto sia della difficile situazione economica delle centrali idroelettriche sia degli interessi degli enti pubblici beneficiari del canone. Da un lato è necessaria, al di là dei premi di mercato, una riduzione degli oneri dei gestori; dall’altro gli oneri del risanamento delle centrali elettriche non possono essere addossati ai soli enti pubblici che hanno stabilito un rapporto contrattuale a lungo termine con i concessionari. Con la soluzione proposta vengono revocati gli aumenti graduali decisi dall’ultima revisione della LUFI nel 2010. Sia i prezzi della corrente elettrica sia il rincaro hanno registrato un’evoluzione contraria rispetto a quanto previsto allora. Per la forza idrica la riduzione di 30 franchi per chilowatt lordo corrisponde, in totale, a uno sgravio pari a circa 150 milioni di franchi. Per gli enti pubblici, ciò comporta minori entrate dello stesso importo e, per quanto concerne l’ammontare dei canoni annui, un ritorno alla situazione del periodo 1997-2010, quando l’aliquota massima del canone annuo ammontava già a 80 franchi per chilowatt lordo. La copertura insufficiente dei costi di produzione delle centrali idroelettriche attive sul mercato può così essere ridotta di 75 milioni di franchi. Unitamente ai premi di mercato pari a circa 120 milioni di franchi all’anno, ciò corrisponde a una significativa riduzione degli oneri per le centrali idroelettriche di cui sopra, anche se permane una lacuna di circa 100 milioni di franchi, cui i gestori devono far fronte aumentando ulteriormente l’efficienza, ottimizzando le strutture e rinunciando al rendimento del capitale proprio.
Anche nel caso della corrente elettrica generata a partire da forza idrica destinata all’approvvigionamento di base la riduzione dell’aliquota massima del canone annuo porta a uno sgravio, il quale va ritrasferito ai clienti finali vincolati. Secondo l’articolo 22 capoverso 1 della legge del 23 marzo 2007 sull’approvvigionamento elettrico12 (LAEl), la ElCom vigila sul rispetto della LAEl e di conseguenza anche sul tariffario per i consumatori finali vincolati. Questi ultimi forniscono già un sostegno rilevante alla forza idrica assumendosi i costi di produzione nella misura del 50 per cento della produzione di corrente elettrica generata a partire da forza idrica, e finanziano pure i premi di mercato attraverso il supplemento rete. È così possibile garantire gran parte della produzione di corrente elettrica generata a partire da forza idrica e mantenere il valore aggiunto regionale. Per questo motivo, indipendentemente dal collocamento sul libero mercato o dal consumatore finale vincolato, è appropriato prevedere un importo massimo unitario per il canone annuo. Una distinzione sarebbe difficilmente realizzabile, poiché la corrente elettrica di una stessa centrale può essere destinata sia al mercato che all’approvvigionamento di base.
Con la normativa transitoria viene stabilita una nuova aliquota massima del canone annuo e quindi il prezzo per l’utilizzo della risorsa «forza idrica». In media, il canone annuo ammonterà a oltre 10 franchi per megawattora di corrente elettrica generata a partire da forza idrica. Alla luce dei prezzi attuali dell’elettricità sul mercato del commercio all’ingrosso, l’importo proposto può essere messo in discussione. I prezzi di mercato attuali dipendono tuttavia in particolare dalla situazione dei mercati dell’energia elettrica dei Paesi limitrofi, i quali sono ancora fortemente improntati, oltre che alle energie rinnovabili, alle energie fossili. Mentre in tali Paesi gran parte della corrente elettrica generata a partire da energie rinnovabili viene prodotta mediante sovvenzioni a copertura dei costi, spesso gli impianti non sovvenzionati sono impossibilitati a coprire la totalità dei costi di produzione. Attualmente a definire i prezzi sono spesso le centrali a carbone o a gas, le quali traggono beneficio dai prezzi bassi del CO2 e delle materie prime. Anche queste centrali non sempre riescono a coprire tutti i costi. Questo è l’attuale problema del mercato energy only13, che viene ottimizzato in particolare in una prospettiva a breve termine e non indennizza necessariamente il mantenimento a lungo termine o l’ampliamento delle centrali elettriche. Se tale situazione dovesse perdurare troppo a lungo, potrebbe subire ripercussioni negative anche la sicurezza di approvvigionamento a lungo termine. È quindi su tale base che devono essere interpretate le discussioni attuali su un nuovo market design volto a ristabilire una rimunerazione equa delle tecnologie di produzione della corrente elettrica da lungo tempo auspicate, in particolare per la forza idrica. Gli enti pubblici che concedono i diritti per l’utilizzo della forza idrica hanno stabilito un rapporto contrattuale a lungo termine con i gestori delle centrali idroelettriche, i quali godono del diritto d’utilizzazione esclusiva della forza idrica in una determinata ubicazione e che utilizzano quindi la risorsa di proprietà dell’ente pubblico. Il canone annuo corrisponde al relativo indennizzo e il suo ammontare deve essere considerato anche in funzione della durata di detto rapporto contrattuale. In passato, spesso gli adeguamenti dell’aliquota massima del canone annuo sono avvenuti gradualmente e, analogamente, la soluzione transitoria deve essere interpretata come adeguamento preparatorio in vista di una soluzione a lungo termine che in futuro sarà garan-
10 RS 814.20
11 RS 923.0
12 RS 734.7
13 Mercato nel quale viene pagata soltanto la quantità di energia fornita e non, ad esempio, una riserva messa a disposizione.