Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/32: Pacchetto d'ordinanze in materia ambientale, primavera 2019 · 40 pagine
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Pacchetto di ordinanze in materia ambientale, primavera 2019 Rapporto esplicativo Consultazione ORRPChim
4.13 Ftalati (nuovo all. 1.18)
Gli ftalati sono utilizzati soprattutto come plastificanti negli oggetti d’uso in polivinilcloruro (PVC) e in altro materiale plastico. L’aggiunta di ftalati consente al materiale plastico, spesso frangibile, di dilatarsi e diventare flessibile ed elastico. Prodotti tipici cui vengono aggiunti ftalati sono pellicole, materiali per la pavimentazione, tubi, cavi e oggetti d’uso quotidiano, ad esempio per lo sport e il tempo libero. Gli ftalati non sono legati chimicamente al materiale plastico, ma sono presenti unicamente allo stato soluto e al contatto con liquidi o grassi si sciolgono o evaporano nell’aria. Gli ftalati non evaporano rapidamente, ma durevolmente.
Secondo il regolamento (CE) n. 1272/2008 (regolamento CLP), i quattro ftalati di-(2- etilesil)ftalato (DEHP), dibutilftalato (DBP), diisobutilftalato (DIBP) e benzilbutilftalato (BBP) sono classificati come sostanze pericolose23 per la riproduzione (Repr. 1B). In caso di esposizioni prolungate o ripetute possono manifestarsi danni alla fertilità e allo sviluppo della prole. Sperimentazioni eseguite su animali hanno dimostrato, tra l'altro, che gli ftalati danneggiano soprattutto la fertilità maschile. Di norma, negli studi eseguiti su mammiferi si parla di «sindrome da ftalati». Tra gli effetti si annoverano una produzione ridotta di spermatozoi, la sterilità, l’interferenza con il fenotipo maschile (p. es. la distanza anogenitale, ossia la distanza tra l’ano e l’organo genitale), il criptorchidismo, l’ipospadia e altre malformazioni degli organi di riproduzione. Per queste ragioni gli ftatali sono ora riconosciuti anche come perturbatori endocrini dal Comitato europeo degli Stati membri.
I quattro ftalati sono già strettamente disciplinati in Europa e in Svizzera. Poiché sono pericolosi per la riproduzione, gli ftalati non possono essere forniti al grande pubblico né come sostanza in quanto tale né come sostanza contenuta in preparati. Figurano inoltre nella Lista delle sostanze soggette ad autorizzazione che devono essere sostituite (all. XIV del regolamento REACH18, all. 1.17 ORRPChim) e attualmente possono essere utilizzati soltanto se prima della scadenza (sunset date) è stata chiesta o rilasciata un’autorizzazione a tempo determinato per il rispettivo impiego. Nella legislazione vigente non è tuttavia disciplinata la loro importazione in oggetti. Pertanto, l’articolo 69 capoverso 2 del regolamento REACH stabilisce che dopo la scadenza della «sunset date» l’ECHA valuta se l'uso di tale sostanza in quanto componente di articoli presenti un rischio non adeguatamente controllato per la salute umana o per l’ambiente.
Sulla base di questo articolo, nell’aprile 2016 l’ECHA ha presentato insieme alla Danimarca un fascicolo per la restrizione dei summenzionati quattro ftalati negli oggetti. Nel fascicolo è illustrata la necessità di misure di riduzione del rischi a livello comunitario. La valutazione dell’esposizione combinata dei quattro ftalati, eseguita tra l’altro anche con dati di biomonitoraggio, ha dimostrato che nel 2014 circa il 5 per cento dei nascituri maschi sono stati in pericolo a causa dell’esposizione durante la gravidanza e il 15,5 per cento (ca. 400 000 bambini maschi) durante l’allattamento e l’infanzia. Il RAC e il SEAC confermano nelle loro raccomandazioni che la proposta regolamentazione a livello europeo per gli ftalati contenuti negli oggetti è appropriata per ridurre al minimo il rischio derivante da un’esposizione combinata32.
Al fine di proteggere anche in Svizzera la popolazione e in particolare la prole di sesso maschile durante la gravidanza e la crescita contro esposizioni critiche agli ftalati contenuti in oggetti, il presente progetto contiene un nuovo allegato 1.18 volto a limitare il contenuto degli ftalati DEHP, DBP, DIBP e BBP negli oggetti. Dal punto di vista sostanziale, il progetto di regolamentazione corrisponde al progetto per una restrizione dei suddetti quattro ftalati negli oggetti adottato dal RAC e dal SEAC.
Il progetto è strutturato in modo tale da includere, tramite criteri funzionali, tutti gli oggetti contenenti ftalati che possono portare a esposizioni critiche. La loro immissione sul mercato viene vietata. Secondo il numero 1 capoverso 2, si considera che un oggetto contenga
32 Committee for Risk Assessment (RAC), Committee for Socio-economic Analysis (SEAC): Opinion on an Annex XV dossier proposing restrictions on four Phthalates (DEHP, BBP, DBP, DIBP), 15 giugno 2017. 25/40 054.11-00025/00005/00002/R131-0715