Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/56: Referendum obbligatorio per i trattati internazionali a carattere costituzionale. Modifica della Costituzione federale · 13 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 7Fedlex · Rapporto esplicativo
Costituzione deve essere obbligatoriamente sottoposto a votazione e richiede l’approvazione di Popolo e Cantoni; se il medesimo contenuto è disciplinato in un trattato internazionale e si applica in modo coerente il principio del parallelismo, tale accordo va dunque sottoposto alla stessa procedura prevista in caso di modifica costituzionale (assoggettamento al referendum obbligatorio). Di conseguenza il Consiglio federale ha proposto il seguente controprogetto diretto all’iniziativa popolare «Accordi internazionali: decida il popolo!»24:
Art. 140 Referendum obbligatorio
1Sottostanno al voto del Popolo e dei Cantoni:
b. i trattati internazionali che:
1. prevedono l’adesione a organizzazioni di sicurezza collettiva o a comunità sopranazionali; [immutato]
2. contengono disposizioni che richiedono o equivalgono a una modifica della Costituzione federale. [nuovo]
Il Consiglio federale ha affermato che non è facile determinare le norme che rivestono dignità costituzionale. Il medesimo quesito era tuttavia già emerso durante l’aggiornamento della Costituzione. Una disposizione di un trattato internazionale può rivestire dignità costituzionale segnatamente se garantisce diritti fondamentali, tange la struttura federale dello Stato o disciplina l’organizzazione delle autorità25.
1.3.3 Rinuncia del Parlamento a un controprogetto
Il 13 aprile 2011 il Consiglio nazionale ha approvato il controprogetto26. Il 20 settembre 2011 il Consiglio degli Stati, invece, non è entrato nel merito, accogliendo la proposta della sua commissione incaricata dell’esame preliminare (CIP-S)27: anche il controprogetto proposto dal Consiglio federale, pur essendo meno vago dell’iniziativa «Accordi internazionali: decida il popolo!», non era definito in modo sufficientemente chiaro. Inoltre, il Consiglio degli Stati argomentava che occorreva un netto fronte contrario all’iniziativa popolare, altrimenti il dibattito pubblico si sarebbe concentrato sulle debolezze del controprogetto, anziché sull’iniziativa in sé. Infine riteneva difficile spiegare le differenze tra i due progetti.
Considerata la chiara posizione del Consiglio degli Stati, il 15 dicembre 2011 il Consiglio nazionale ha ritirato il suo sostegno al controprogetto28. Anche in questa sede è stata criticata la scarsa chiarezza del controprogetto29. Nel complesso, quindi, il Parlamento ha rigettato il controprogetto soprattutto per motivi di tattica elettorale, a cui si aggiungevano perplessità di natura materiale. Il 17 giugno 2012 l’iniziativa popolare è stata sottoposta a votazione senza controprogetto. Il 75,3 per cento degli elettori e tutti i Cantoni l’hanno rigettata30.
24 Cfr. messaggio concernente l’iniziativa popolare «Accordi internazionali: decida il popolo!» (nota a piè di pag. n. 6), pag. 6155 seg.
25 Cfr. messaggio concernente l’iniziativa popolare «Accordi internazionali: decida il popolo!» (nota a piè di pag. n. 6), pag. 6157.
26 Boll. Uff. 2011 N 695.
27 Boll. Uff. 2011 S 843 segg.
28 Boll. Uff. 2011 N 2085.
29 Cfr. Boll. Uff. 2011 N 2084 (in particolare interventi CN Pfister e Fehr).
30 Decreto del Consiglio federale del 24 luglio 2012 che accerta l’esito della votazione popolare del 17 giugno 2012, FF 2012 6865.