Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/58: Modifica della legge sui cartelli come controprogetto indiretto all'iniziativa popolare federale «Stop all'isola dei prezzi elevati - per prezzi equi (iniziativa per prezzi equi)» · 18 pagine
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controprogetto indiretto non preveda alcun divieto unilaterale del geoblocco da parte delle imprese, difficilmente attuabile.
2.2.3 Associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna
L’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS) condivide la necessità di un intervento normativo e accoglie favorevolmente le modifiche alla LCart per migliorare una situazione insoddisfacente e particolarmente sfavorevole per le imprese. Anche i Comuni sono colpiti dal fenomeno del caro prezzi: basti pensare all’acquisto di beni e servizi a costi esageratamente alti pagati dalle istituzioni comunali. L’ACS non si esprime tuttavia sul grado di efficacia del controprogetto indiretto.
L’Unione delle città svizzere (UCS) giudica nel complesso positivamente il controprogetto indiretto; tuttavia alcuni membri, in particolare le località più prossime alle frontiere, preferirebbero un’attuazione più nel senso di quanto richiesto dall’iniziativa parlamentare Altherr.
Il Gruppo Svizzero per le regioni di montagna (SAB) valuta positivamente il controprogetto indiretto, ma chiede che le imprese con una posizione dominante relativa siano assoggettate ai controlli sugli abusi previsti dalla LCart e già applicati alle imprese che dominano il mercato. Queste misure dovrebbero, secondo il SAB, rafforzare la competitività dell’economia svizzera e abbassare il livello dei prezzi nel Paese. Oggi a subire le conseguenze dei prezzi elevati è in particolare l’industria del turismo nelle regioni alpine, penalizzata dallo sfruttamento del potere d’acquisto da parte delle imprese internazionali. Il SAB si dichiara favorevole a introdurre il divieto del geoblocco da parte delle imprese; chiede infine un’attuazione separata della mozione Bischof.
2.2.4 Associazioni mantello nazionali
L’associazione economiesuisse esprimerà un parere dettagliato sul controprogetto indiretto soltanto ad avvenuta pubblicazione del messaggio del Consiglio federale, che avrà come oggetto anche l’Iniziativa per prezzi equi. L’associazione fa tuttavia notare la contraddittorietà tra apertura dei mercati e tutela delle imprese svizzere. Se infatti da un lato il controprogetto indiretto cerca di contrastare i prezzi elevati in Svizzera, dall’altro nell’ambito del dibattito politico riguardante la legislazione sugli acquisti pubblici si chiede che, alla luce del livello generale dei prezzi, le tariffe delle offerte svizzere siano più elevate di quelle estere. In caso di introduzione della nozione di posizione dominante relativa, economiesuisse si proclama sostanzialmente favorevole a circoscrivere l’ambito di validità del controprogetto indiretto alle fattispecie transfrontaliere e ai fornitori con una posizione di potere sul mercato. È inoltre d’accordo a non inserire la clausola di reimportazione. Per l’associazione l’obiettivo principale della LCart è proteggere la concorrenza e non le relazioni bilaterali tra i singoli attori del mercato. Poiché il livello generale dei prezzi in Svizzera non è destinato a scendere né con il controprogetto indiretto né con l’Iniziativa per prezzi equi, si rischierebbe di sollevare false speranze. Oltretutto, poiché gli eventuali vantaggi di costo non si ripercuoterebbero automaticamente sui prezzi finali, potrebbero appellarsi al controprogetto indiretto soltanto le imprese in grado di dimostrare o rendere credibile un effettivo ristorno sui propri acquirenti dei vantaggi ottenuti. Se la COMCO dovesse essere esortata ad adottare un approccio più incisivo, le forme di regolamentazione più appropriate sarebbero l’ordinanza o una comunicazione della COMCO. Una volta attuata la regolamentazione proposta, si dovrebbe inoltre verificare in quale misura sia ancora giustificabile mantenere l’articolo 5 capoverso 4 LCart. Infine, economiesuisse si dichiara d’accordo a non inserire nel controprogetto indiretto il divieto del geoblocco adottato dalle imprese.
Per L’Unione svizzera dei contadini (USC) anche le imprese con una posizione dominante relativa devono essere sottoposte ai controlli sugli abusi, esattamente come avviene per le imprese che dominano il mercato. A suo avviso il controprogetto non si spinge invece così lontano. Negli ultimi anni nei mercati a valle dell’agricoltura, due grandi imprese di commercio al dettaglio hanno spesso assunto, tramite acquisizioni aziendali, una posizione di forza nel
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