Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/58: Modifica della legge sui cartelli come controprogetto indiretto all'iniziativa popolare federale «Stop all'isola dei prezzi elevati - per prezzi equi (iniziativa per prezzi equi)» · 23 pagine

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Rapporto esplicativo concernente il controprogetto indiretto del Consiglio federale all’iniziativa popolare «Stop all’isola dei prezzi elevati - per prezzi equi (Iniziativa per prezzi equi)»

del 22 agosto 2018

Compendio

Il 12 dicembre 2017 l’Associazione «Stop all’isola dei prezzi elevati – per prezzi equi» ha presentato l’iniziativa popolare federale omonima: «Stop all’isola dei prezzi elevati – per prezzi equi (Iniziativa per prezzi equi)» allo scopo di garantire l’assenza di discriminazioni nel caso di acquisto di merci e servizi all’estero e l’eliminazione delle limitazioni alla concorrenza causate da pratiche unilaterali delle imprese che dominano il mercato. Gli iniziativisti chiedono pertanto di completare di conseguenza l’articolo 96 capoverso 1 della Costituzione federale e di inserire un nuovo numero nelle disposizioni transitorie.

Ciò comporterebbe in particolare la necessità di adeguare la legge federale del 6 ottobre 1995 sui cartelli e altre limitazioni della concorrenza (LCart). L’iniziativa chiede che la vigilanza sugli abusi, prevista dalla legge sui cartelli per le imprese che dominano il mercato, sia estesa anche alle imprese con posizione «dominante relativa». Le autorità della concorrenza e i tribunali sarebbero pertanto chiamati a controllare, in determinate circostanze, anche la politica dei prezzi adottata in Svizzera tra due imprese elvetiche, anche se nessuna delle due domina il mercato. Per il Consiglio federale un simile approccio si spinge troppo lontano rischiando di mettere in pericolo la certezza del diritto, la libertà economica e, in ultima istanza, i posti di lavoro.

I promotori dell’iniziativa invocano inoltre il diritto fondamentale all’acquisto senza discriminazioni nel settore del commercio elettronico. Propongono a tal fine di completare la legge federale del 19 dicembre 1986 contro la concorrenza sleale (LCSI), chiedendo sostanzialmente un divieto del cosiddetto geoblocco (privato). Per il Consiglio federale un simile divieto unilaterale da parte svizzera, rivolto principalmente a chi su Internet offre merci e servizi e svolge la propria attività all’estero, è di difficile attuazione. Non essendo infatti fondato su alcuna convenzione internazionale con altri Paesi, si rivelerebbe probabilmente inefficace.

Si raccomanda al Parlamento di respingere l’iniziativa. Il presente controprogetto indiretto prevede un adeguamento della legge sui cartelli in vigore che recepisce il concetto di «potere di mercato relativo» proposto dai promotori dell’iniziativa. Ne circoscrive tuttavia l’ambito di applicazione alle pratiche che causano l’isolamento abusivo del mercato svizzero. In linea di principio, al fine di evitare distorsioni della concorrenza, le imprese che dipendono da società con posizione dominante relativa potranno approvvigionarsi di beni e servizi all’estero ai prezzi e alle condizioni ivi praticate. In tal modo si soddisfa la richiesta principale dell’iniziativa: rafforzare la libertà di approvvigionamento delle imprese elvetiche all’estero per agevolare le importazioni parallele. Allo stesso tempo il controprogetto indiretto evita gli effetti negativi, insiti nel testo dell’iniziativa, che si ripercuoterebbero nelle relazioni commerciali all’interno del mercato svizzero non coinvolte da pratiche di isolamento abusivo. Il controprogetto indiretto del Consiglio federale non prevede alcun divieto del geoblocco privato.