Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/7: Per una normativa volta a instaurare la trasparenza in materia di lobbismo nel Parlamento federale · 18 pagine

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a. raggiungere per quanto possibile un’ampia trasparenza riguardo alle persone che hanno accesso al Palazzo del Parlamento;

b. evitare che vi sia un numero troppo elevato di persone esterne all’interno del Palazzo del Parlamento;

c. evitare legami troppo stretti tra lobbisti e l’Assemblea federale nonché i suoi organi (nessun «lobbista autorizzato d’ufficio»);

d. evitare legami troppo stretti tra i lobbisti e singoli membri dell’Assemblea federale;

e. normativa economica, semplice e facilmente applicabile;

f. nessuna gerarchia bensì parità di trattamento fra i diversi rappresentanti di interessi (pari condizioni di accesso per rappresentanti di interessi finanziariamente forti e per rappresentanti di interessi meno strutturati e finanziariamente più deboli);

g. valorizzare la rappresentanza di interessi professionale e commerciale.

4.2 Gli obiettivi perseguiti prioritariamente dalla maggioranza della Commissione

La maggioranza della Commissione si prefigge in primo luogo una normativa economica, semplice e attuabile. In altre parole, essa non vuole una normativa che preveda l’esame di singole richieste di accesso. In alternativa a questa soluzione sarebbe possibile una normativa come quella adottata da altri Stati, secondo cui i rappresentanti di interessi si registrano da sé ottenendo di conseguenza l’accesso. Questa procedura è tuttavia in contrasto con un altro obiettivo perseguito dalla Commissione: il numero delle persone che si muovono liberamente nel Palazzo del Parlamento non dovrebbe essere troppo elevato. In tal senso bisognerebbe poter decidere come in passato quante persone abbiano accesso.

In ogni caso non dovrebbe essere un organo parlamentare a decidere chi ottenga l’accesso. Le esperienze summenzionate, in particolare quelle fatte in Francia, hanno rivelato che per il Parlamento risulta difficile stabilire quali interessi possano essere legittimamente rappresentati all’interno del Palazzo del Parlamento e quali no. In tal caso andrebbe verosimilmente prevista una possibilità di ricorso al Tribunale federale. Questo approccio è avversato risolutamente dalla maggioranza della Commissione.

La stessa attribuisce inoltre importanza alla parità giuridica dei diversi interessi. Va evitata la definizione di determinate categorie di rappresentanti di interessi il cui accesso è subordinato all’adempimento di condizioni differenziate o addirittura negato.

S’impone infine l’adempimento di una richiesta centrale dell’iniziativa del consigliere agli Stati Berberat: dovrebbe esservi più trasparenza riguardo agli interessi rappresentati in seno al Palazzo del Parlamento.

La Commissione è del parere che, qualora si vogliano perseguire gli obiettivi menzionati in questa sede, sarebbe indispensabile che i membri dell’Assemblea federale