Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/7: Per una normativa volta a instaurare la trasparenza in materia di lobbismo nel Parlamento federale · 18 pagine
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Particolarmente problematico risulta essere il fatto che nell’ordinanza si voglia stabilire che una determinata categoria di imprese può chiedere l’accesso per i suoi collaboratori senza che possano essere tuttavia definiti criteri precisi in base ai quali la Delegazione amministrativa dovrebbe attribuire le tessere alle singole imprese. La disposizione secondo cui le imprese specializzate in rappresentanza di interessi possono chiedere tessere di accesso per i loro collaboratori si tradurrebbe nella prassi in un obbligo a rilasciare le tessere nei confronti di tutte le imprese di questo tipo che ne fanno richiesta. Negare l’accesso a una tale impresa si rivelerebbe pressoché impossibile; d’altra parte risulta difficile immaginare in quale modo si potrebbe esaminare nella prassi la necessità o meno dei collaboratori di un richiedente di recarsi con regolarità al Palazzo del Parlamento. È lo stesso richiedente dell’accesso a stabilire se i collaboratori «devono recarsi con regolarità» al Palazzo del Parlamento; di conseguenza anche la sua richiesta dev’essere autorizzata.
La problematica di fondo riguardante i «lobbisti autorizzati d’ufficio» è stata già affrontata a più riprese nei numeri precedenti.
In questa sede è introdotto di fatto un diritto di accesso illimitato per rappresentanti di interessi commercialmente attivi. Questa disuguaglianza giuridica nei confronti delle persone che rappresentano gli interessi di un’organizzazione concreta o di un’impresa non si giustifica. Se tali persone devono guadagnarsi la fiducia di un parlamentare per ottenere l’accesso, questa condizione deve valere anche per i lobbisti commercialmente attivi. Risulta inoltre difficile comprendere per quale motivo i rappresentanti delle grandi associazioni economiche a livello nazionale ricevano in ogni caso tessere di accesso mentre le associazioni più piccole e in particolare anche quelle regionali debbano far capo alla mediazione di un parlamentare.
5.1.3 Proposta della minoranza
A proposito della proposta della maggioranza, la minoranza critica il fatto che essa apporta effettivamente un controllo quantitativo delle tessere di accesso rilasciate ma tralascia l’aspetto qualitativo. Auspica che un organo parlamentare controlli quali rappresentanti di interessi hanno accesso al Palazzo del Parlamento. Questo vale in particolare per i rappresentanti di imprese specializzate in rappresentanza di interessi.
Essa propone a titolo di compromesso che i parlamentari possano, come nella proposta della maggioranza, farsi rilasciare una tessera di accesso per una persona che rappresenti direttamente gli interessi di una determinata organizzazione o impresa. La responsabilità potrebbe così essere assunta dai parlamentari: il nominativo dell’organizzazione o dell’impresa denota gli interessi che essa rappresenta. Nella maggior parte dei casi si tratta di un’organizzazione vicina al parlamentare.
La minoranza menziona inoltre tre categorie di interessi il cui rilascio di tessere di accesso non dovrebbe aver luogo per il tramite dei parlamentari:
1. i governi cantonali e le associazioni mantello a livello nazionale di Comuni, città e regioni di montagna;