Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/79: Politica agricola a partire dal 2022 · 160 pagine
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emerso con estrema chiarezza anche alla conferenza ministeriale di Buenos Aires del dicembre 2017, in occasione della quale non erano stati adottati né una dichiarazione ministeriale congiunta né un programma di lavoro completo. Ciò rende difficile prevedere quale direzione prenderanno i negoziati in futuro. Ci si deve aspettare che sempre più singole questioni fondamentali del ciclo di Doha o nuovi temi saranno affrontati e trattati nel quadro di pacchetti più piccoli.
Essendo un piccolo Paese, la Svizzera ha interesse al mantenimento dell’OMC come quadro normativo multilaterale in quanto di grande rilevanza per l’economia. Tuttavia, è importante che i negoziati procedano in modo equilibrato, motivo per cui la Svizzera si impegna a garantire che si includano nelle discussioni gli interessi che ha manifestato nei negoziati sull’agricoltura, come ad esempio le restrizioni alle esportazioni e la migliore protezione delle indicazioni geografiche di provenienza. Inoltre, una volta aboliti tutti i rimanenti sussidi all’esportazione, è essenziale che le altre questioni relative alla concorrenza nelle esportazioni siano disciplinate in modo equo.
UE
Nel 2008 sono stati avviati negoziati tra la Svizzera e l’UE per un’apertura del mercato dell’intera catena di produzione della filiera agroalimentare e per una maggiore collaborazione nei settori della sicurezza alimentare e dei prodotti nonché della sanità pubblica. Dal 2010 i negoziati sono entrati in una fase di stallo dovuta a questioni istituzionali pendenti e a resistenze a livello di politica interna concernenti l’accesso al mercato nel settore agricolo. Dal 2015 sono in corso trattative sulla sicurezza alimentare e sulla sanità.
Nel settore agricolo la realizzazione delle tappe di apertura del mercato che si basano sulla reciprocità dipende da un lato dalla situazione di politica interna e dall’altro dalle relazioni con l’UE. Per il futuro il Consiglio federale s’impegna a garantire e a sviluppare la via bilaterale. Dal 22 maggio 2014 sono in corso trattative su un accordo istituzionale.
Occorre vagliare un ulteriore avvicinamento dei mercati agricoli nel rapporto bilaterale tra la Svizzera e l’UE basandosi anche su fattori quali gli sviluppi sul mercato dell’UE (p.es. abolizione delle quote per lo zucchero) o gli effetti di sviluppi internazionali (p.es. abolizione di contributi all’esportazione nel quadro dell’OMC, TTIP) sul rapporto bilaterale con l’UE. Il Consiglio federale è tuttora dell’avviso che sia opportuno intensificare i contatti tra il mercato agroalimentare svizzero e quello dell’UE che, dal canto suo, ha più volte manifestato il proprio interesse a proseguire i negoziati.
Per quanto concerne il commercio di prodotti agricoli trasformati (Protocollo II dell’accordo di libero scambio del 22 luglio 197223), l’UE intensificherà la pressione per un’ulteriore riduzione dei dazi applicati dalla Svizzera sull’importazione di prodotti europei.
Accordi di libero scambio con Paesi terzi non membri dell’UE o dell’AELS
Oltre alla Convenzione del 4 gennaio 196024 istitutiva dell’Associazione europea di libero scambio (Convenzione AELS), all’accordo di libero scambio del 22 luglio 1972 con l’UE e all’accordo agricolo del 21 giugno 1999, attualmente la Svizzera dispone di una rete di accordi di libero scambio con 38 partner. Sono in corso negoziati per la conclusione di nuovi accordi con Ecuador, India, Indonesia, Malesia, Stati del Mercosur e Vietnam. La Svizzera s’impegna inoltre a modernizzare gli accordi più datati. Continuano i negoziati con l’Unione doganale dell’Africa australe (SACU) e con il Messico e sono in corso colloqui esplorativi con il Canada. L’accordo di libero scambio aggiornato AELS-Turchia è stato sottoscritto il 25 giugno 2018 in occasione della riunione ministeriale dell’AELS tenutasi in Islanda. A breve dovrebbero iniziare ulteriori negoziati con il Cile.
Finora l’accesso al mercato nel settore agricolo è stato concesso principalmente nell’ambito dei contingenti doganali consolidati dell’OMC e al di fuori degli stessi limitatamente ai prodotti non sensibili (p.es. per la frutta tropicale). Tuttavia, nelle trattative con Paesi che perseguono interessi d’esportazione offensivi per i prodotti agricoli, in futuro sarà sempre più difficile fare solo concessioni nell’ambito dei contingenti OMC esistenti. Sia nel quadro della negoziazione di altri accordi di libero scambio, sia in