Rapporto sui risultati
Consultazione 2019/81: Modifiche alle ordinanze sulla previdenza professionale · 17 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 9Fedlex · Rapporto sui risultati
SO osserva che non vi è ragione per non disciplinare gli investimenti infrastrutturali in una disposizione separata e considerarli come categoria di attivi a parte, come previsto dalle disposizioni proposte. SG si rallegra del fatto che gli investimenti infrastrutturali siano resi più interessanti, ma si interroga sulla pertinenza degli investimenti all’estero, che favoriranno la creazione di posti di lavoro qualificati ma nell’insieme non creeranno alcun valore aggiunto per il nostro Paese.
VD sottolinea che le modifiche proposte attribuiscono agli investimenti infrastrutturali uno statuto distinto da quello degli investimenti alternativi. Senza voler indebolire l’obbligo di diligenza al quale sottostanno gli istituti di previdenza, si dichiara favorevole a questo tipo di investimenti di pubblica utilità da parte dei fondi pensionistici. La modifica è auspicabile in quanto porta chiarezza nelle politiche d’investimento e incoraggia questo tipo di investimenti.
ZH approva il cambiamento proposto, che rispetto al presente incentiva maggiormente gli attori della previdenza professionale a investire nelle infrastrutture. ZG osserva esplicitamente che queste possibilità ampliate di investimento soddisfano una reale esigenza e approva il fatto che venga concessa agli istituti di previdenza la possibilità di investire in modo cospicuo in progetti ecologicamente sostenibili in Svizzera e all’estero.
2 Cantoni (FR e GL) non si esprimono su queste proposte.
3 Cantoni (AG, BE e SZ) formulano alcune riserve al riguardo. AG ritiene che le modifiche proposte non creino alcun vantaggio per gli istituti di previdenza, e dubita che sia opportuno estendere il catalogo dei possibili investimenti. BE sostiene che le proposte di modifica non sono necessarie e dubita che consentano di realizzare gli obiettivi della mozione, che chiede di promuovere la transizione ecologica dei sistemi di approvvigionamento energetico del nostro Paese con fonti di finanziamento private e di incentivare gli istituti di previdenza a investire nelle infrastrutture. SZ sottolinea che vi sono alcuni punti da chiarire e si chiede se le imprese infrastrutturali quali le centrali elettriche, gli aeroporti o le imprese logistiche possano essere anch’esse quotate in borsa ed emettere obbligazioni. Si chiede anche se tali azioni e valori nominali debbano in futuro essere dichiarati nella categoria degli investimenti infrastrutturali. Il rapporto esplicativo precisa che gli investimenti nelle infrastrutture possono essere effettuati direttamente, purché siano ben diversificati. La controparte non può superare l’1 per cento del patrimonio di previdenza. SZ vorrebbe sapere se questo limite includa anche le azioni e i valori nominali della stessa controparte. Infine, si chiede se il limite complessivo del 10 per cento comprenda anche i rischi di controparte derivanti da investimenti in azioni e valori nominali di emittenti operanti nel settore degli investimenti infrastrutturali.
Partiti
2 partiti (PLR, PVL) approvano le modifiche proposte. Il PLR evidenzia che gli investimenti infrastrutturali diventeranno più interessanti, in particolare nel settore dell’energia, della mobilità e della sanità, e che tali investimenti offrono generalmente rendimenti a lungo termine allettanti. Infine, ritiene ragionevole prevedere che gli investimenti in questione possano essere effettuati anche all’estero. Il PVL pensa che le modifiche proposte diano la possibilità agli istituti di previdenza di partecipare a progetti di sviluppo sostenibile, e che le misure previste promuovano non soltanto la svolta energetica ma siano anche vantaggiose a lungo termine per gli assicurati sotto il profilo del rendimento degli investimenti.
2 partiti (PSS, UDC) formulano una serie di riserve sulle modifiche proposte. Il PSS sottolinea che questi investimenti, dato il loro carattere eterogeneo e aperto, comportano rischi economici, tecnici e politici, e quindi sono poco sicuri. Quindi dovrebbero essere ammessi soltanto in Svizzera e non all’estero. L’UDC ritiene che le modifiche proposte non siano necessarie, poiché attualmente gli istituti di previdenza possono già effettuare investimenti infrastrutturali.
Associazioni mantello nazionali dell’economia
USAM e USC appoggiano le modifiche proposte.