Rapporto esplicativo
Consultazione 2020/10: Modifica del Codice penale e del diritto penale minorile (Pacchetto di misure: esecuzione delle sanzioni) · 83 pagine
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La qualificazione della pericolosità si basa su una valutazione di vari elementi. Oltre ad aver commesso un reato grave, l’autore deve possedere determinati tratti delinquenziali, personali e psichiatrici98, in parte dinamici e quindi in grado di evolvere durante l’esecuzione della sanzione. Ad esempio, la persona affetta da turbe psichiche che la spingono a commettere un reato può liberarsi di questo fattore delinquenziale seguendo una terapia. La valutazione della pericolosità dipende inoltre dalle circostanze. L’autorità non procederà allo stesso esame se è chiamata a decidere in merito alla librazione condizionale o a un congedo di uscita accompagnato99. Pertanto è importante che l’autorità valuti regolarmente la pericolosità dell’autore affinché quest’ultimo non sia definitivamente considerato un delinquente pericoloso. Di conseguenza gli articoli 75a capoverso 1 e 95a capoverso 5 AP-CP rimandano alla nozione di pericolosità di cui all’articolo 91b AP-CP.
La nuova disposizione non fa più riferimento alla «pericolosità pubblica» ma unicamente alla pericolosità. Un autore può infatti rivelarsi pericoloso solamente per un gruppo ristretto di persone (p. es. per il/la partner o un familiare nel caso della violenza domestica). Inoltre, l’articolo 91b AP-CP non menziona più il rischio di fuga come elemento costitutivo della pericolosità. Il rischio di fuga può giustamente indurre l’autorità di esecuzione a rifiutare il trasferimento del detenuto in una penitenziario aperto o la concessione di permessi di uscita ma non è indice di pericolosità100.
Per gli autori che presentano il rischio di fuga e di recidiva il trasferimento in un penitenziario aperto è peraltro già escluso in applicazione a contrario degli articoli 59 capoverso 3 e 76 capoverso 2 CP. Parimenti, non è previsto inizialmente per i condannati all’internamento (art. 64 cpv. 4 CP).
Articolo 28 capoverso 3 AP-DPMin
Il rinvio alla commissione nell’articolo 28 capoverso 3 AP-DPMin va adeguato.
2.6 Potenziamento dell’assistenza riabilitativa e delle norme di condotta Articolo 41a AP-CP e articolo 34abis AP-CPM
L’articolo 41a AP-CP prevede che il giudice possa riservare nella sentenza di riferimento la possibilità di ordinare un’assistenza riabilitativa e di impartire norme di condotta per il periodo successivo alla liberazione definitiva dall’esecuzione della pena inflitta.
Affinché il giudice riservi nella sentenza di riferimento un’assistenza riabilitativa o norme di condotta, devono essere soddisfatte cumulativamente diverse condizioni:
anzitutto, l’autore deve aver commesso un crimine con il quale ha pregiudicato o voluto pregiudicare l’integrità fisica, psichica o sessuale di un’altra persona (lett. a). Questa condizione riprende in parte la
98 ROHNER BARBARA, Die Fachkommission zur Beurteilung gefährlicher Straftäter nach Art. 62d Abs. 2 StGB, Zurigo/Basilea/Ginevra 2016, pag. 95.
99 ROHNER (nota 98), pag. 98 f.
100 Cfr. anche ROHNER (nota 98), pag. 118 seg.; HEER (nota. 22), art. 62d n. 11.