Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/10: Modifica del Codice penale e del diritto penale minorile (Pacchetto di misure: esecuzione delle sanzioni) · 46 pagine

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Un partecipante non ha cambiato la propria visione negativa delle modifiche proposte ma avrebbe trovato più coerente, anche in considerazione del principio di proporzionalità,

limitare l’elenco dei reati passibili di misure all’assassinio di cui all’articolo 112 CP255.

Un partecipante sottolinea che, nonostante l’elenco dei reati, il campo di applicazione relativo alla possibilità di misure di riserva in base al diritto penale degli adulti sarebbe troppo ampio. In questo modo si lascerebbe un margine di decisione eccessivo a chi dirige il procedimento e ciò farebbe prevedere un’applicazione eccessiva di questa norma che rappresenta

un’eccezione256.

Appare ovvio che i reati violenti e sessuali siano in evidenza come reati passibili di misure. Ma sarebbe difficilmente comprensibile per esempio come mai una violenza carnale

qualificata, caratterizzata quindi da una particolare crudeltà (art. 190 cpv. 3 CP), richieda misure di sicurezza proprie del diritto penale degli adulti in misura maggiore rispetto per esempio a una violenza carnale multipla, anche con un’evidente progressione nella violenza. Quest’ultima situazione soddisfa le condizioni dell’articolo 64 CP. La prima dipenderebbe dalle circostanze257.

Secondo un partecipante, nonostante l’elenco dei reati, il campo di applicazione relativo alla possibilità di misure di riserva in base al diritto penale degli adulti sarebbe troppo ampio. In questo modo si lascerebbe un margine di decisione eccessivo a chi dirige il procedimento al momento della sentenza, tanto più che nel caso di reati gravi si potrebbe applicare quasi sistematicamente la riserva in virtù di considerazioni relative alla reputazione invece di concentrarsi, come effettivamente previsto, sui singoli casi. Così vi sarebbe il rischio che troppi giovani siano tenuti all’interno del sistema giudiziario258.

5.6. Misura di diritto civile

Un partecipante desidera che si rinunci all’articolo 15a AP-DPMin e propone di verificare in che misura si debba modificare la normativa relativa al ricovero a scopo di assistenza

affinché il solo fatto di costituire una minaccia per gli altri basti per una privazione della libertà secondo il diritto civile. Se vi fosse comunque la necessità di istituire nuove possibilità legali, andrebbe verificato in quale misura si debba modificare la normativa relativa al

ricovero a scopo di assistenza affinché il solo fatto di costituire una minaccia per gli altri basti per una privazione della libertà secondo il diritto civile. Grazie a tale modifica si eviterebbe la maggior parte dei problemi citati. In particolare, non si dovrebbe fare precocemente una previsione per il periodo successivo al 25° anno di età e non ci sarebbe neanche il pericolo che le persone interessate rifiutino le misure di diritto penale minorile temendo la durata indeterminata che la riserva nella sentenza comporta259.

Un partecipante chiede come mai, nel caso a cui si riferisce la sentenza CEDU T.B. contro la Svizzera del 30 aprile 2019, n. 1760/15, non siano ugualmente giustificate le necessità terapeutiche della persona interessata. Nella stragrande maggioranza dei casi questo sarebbe possibile, motivo per cui, per la privazione della libertà, non si dovrebbe ricorrere alla condizione di rappresentare una minaccia per gli altri, che, secondo la sentenza in questione, non basterebbe di per sé a giustificare il ricovero a scopo di assistenza in base

255 LSDH-VD.

256 EFCAP.

257 SSDPM.

258 ZG.

259 ZH.