Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/16: Legge federale sull'imposizione di rendite vitalizie e forme di previdenza simili (attuazione della mozione 12.3814) · 17 pagine
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5 Valutazione della consultazione in dettaglio
Le seguenti osservazioni, critiche e richieste sono state presentate in riferimento ai singoli articoli e temi:
5.1 Osservazioni relative ai singoli temi
Pilastro 3b rispetto all’AVS e al 2° pilastro
PSS e USS concordano sul fatto che il taglio delle tasse per i contribuenti che investono nel pilastro 3b sarebbe massiccio. Se si utilizzasse il tasso d’interesse tecnico massimo fissato dalla FINMA, per le assicurazioni di rendita vitalizia dal calcolo risulterebbe una quota di red- dito imponibile dell’1 per cento invece dell’attuale 40 per cento e, per le rendite vitalizie, del 5 per cento. Ciò trasformerebbe la sovraimposizione auspicata in un’ingiustificabile sottoim- posizione. Il PSS cita tra le ragioni il fatto che per il calcolo dell’imposta viene utilizzata la ta- riffa previdenziale, vengono scelti i tassi d’interesse più bassi possibili e che solo il 70 per cento delle prestazioni in eccedenza viene computato per la quota imponibile. PSS e USS sono dell’opinione che, considerata la necessità di riforma e di finanziamento dell’AVS e del 2° pilastro, non è opportuno procedere ora a un massiccio sgravio fiscale nel pilastro 3b. Per il PSS, la proposta si è anche discostata molto dalla richiesta della mozione originaria. Non è più una questione di riscatto in vita e rimborso in caso di morte. Secondo la mozione, anche le prestazioni di rendita periodiche avrebbero dovuto continuare a essere esplicitamente tas- sate considerando la quota forfettaria del reddito. Per l’USS, il progetto non è sufficiente- mente fondato a livello analitico. Per esempio, il Consiglio federale non menziona l’effetto di- stributivo. Per USS e PSS, non è quindi chiaro chi beneficerebbe della nuova regolamenta- zione e in che misura. Fanno notare che oggi solo un terzo di tutti gli occupati con un conto per il pilastro 3a versa l’importo massimo. Ciò corrisponde al 13 per cento di tutti i contri- buenti. L’USS ipotizza che privilegiare il pilastro 3b corrisponda a un probabile sgravio per i redditi più alti. L’USS sarebbe contrario a un tale esito.
FER e CP intravedono già oggi uno svantaggio del 2° pilastro rispetto al pilastro 3b, poiché la rendita complessiva è soggetta all’imposta sul reddito. Con la nuova regolamentazione, viene rafforzato il vantaggio fiscale per le rendite del pilastro 3b e quindi la discriminazione rispetto al 2° pilastro. Essi ritengono che l’incentivo ad accettare capitale proveniente dal 2° pilastro obbligatorio e sovraobbligatorio potrebbe avere effetti indesiderati, ovvero lo spo- stamento di fondi dal 2° pilastro al pilastro 3b. Ricordano il dibattito sulla restrizione del pre- lievo patrimoniale dal 2° pilastro obbligatorio nel contesto della revisione delle prestazioni complementari (in vigore dal 1° gennaio 2021). Pertanto, chiedono di promuovere un tratta- mento fiscale equilibrato rispetto al 2° pilastro. La FER aggiunge che ciò è importante anche perché la riduzione dell’aliquota fiscale andrebbe principalmente a beneficio di coloro a cui viene applicata un’elevata aliquota fiscale marginale.
Il PPD osserva che vi sono timori che la nuova regolamentazione possa generare incentivi a effettuare un prelievo di capitale dal 2° pilastro col successivo acquisto di una rendita vitalizia per motivi fiscali. Tuttavia, data un’imposizione più appropriata della rendita vitalizia, il PPD ritiene che nella maggior parte dei casi tale reazione non sarebbe ragionevole e non determi- nerebbe un vantaggio fiscale né avrebbe senso da un punto di vista attuariale. I casi in cui ciò potrebbe verificarsi dovrebbero quindi risultare molto esigui, se non addirittura nulli.