Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/24: Legge federale sulle vie ciclabili · 22 pagine
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La risposta è motivata dalla convinzione che i principi di pianificazione garantiscano reti coerenti, dirette, sicure, omogenee, piacevoli e di alta qualità, e quindi adatte a indurre più utenti a optare per la bici.
Sì con precisazioni: i Cantoni ZH, BE, BS, AR, AI, GR, TI, VD, VS, NE e JU; Unione delle città svizzere; Federazione svizzera dei patriziati; Unione svizzera dei contadini; economiesuisse; Aargauer Wanderwege; Appenzeller Ausserrhoder Wanderwege; Berner Wanderwege; Flughafen Zürich AG; Greenpeace; Inclusion Handicap; Sciopero per il clima FR; Conferenza per la foresta la fauna e il paesaggio; Servizio d’informazione per i trasporti pubblici; Public Health Doctors; Schweizerischer Verband für Landtechnik; Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio; Thurgauer Wanderwege; Touring Club Svizzero; Unternehmergruppe Wettbewerbsfähigkeit; WWF Svizzera e Zürcher Wanderwege.
Diversi partecipanti vorrebbero una formulazione meno assoluta dei principi e maggiori possibilità di derogarvi. Ritengono che non sia sempre possibile separare il traffico ciclistico da quello motorizzato e pedonale né garantire continuità e percorribilità diretta, e che si possa raggiungere la sicurezza anche riducendo i limiti di velocità a 30 km/h. Altri invece considerano la formulazione troppo vaga e chiedono unità di misura e prescrizioni normative vincolanti, e che i criteri si applichino esplicitamente anche in corrispondenza di nodi. La separazione non deve inoltre comportare un’esclusione del traffico ciclistico dagli assi principali di quello motorizzato. Alcuni auspicano inoltre obiettivi supplementari per promuovere la tutela ambientale ed evitare situazioni conflittuali con i pedoni. I principi dovrebbero inoltre essere ancor più differenziati in funzione delle esigenze della mobilità quotidiana e di quella del tempo libero.
No con riserva: il partito UDC e Centre Patronal.
Da un lato si sostiene che non si dovrebbero imporre prescrizioni così rigorose a Cantoni e Comuni e che né l’articolo costituzionale né la LPS prevedono principi simili. Dall’altro si chiede di escludere esplicitamente l’applicazione dei principi di pianificazione alle strade nazionali di 3a classe e che su di esse vengano realizzate solo corsie ciclabili, ma non ciclopiste.
No: il partito PLR; Associazione dei Comuni Svizzeri; Unione svizzera delle arti e mestieri; Associazione svizzera dei professionisti dell’ambiente e Automobile Club Svizzero.
Principalmente si respingono gli obblighi supplementari per Cantoni e Comuni e la relativa perdita di autonomia. Sono state espresse critiche anche riguardo a una separazione di principio del traffico ciclistico da quello motorizzato perché ritenuta non attuabile e ad alcuni criteri qualitativi, come quelli dell’attrattività o dell’elevata qualità delle esperienze (così definita nel parere), in quanto è difficile darne una definizione giuridica. Inoltre, si precisa che non devono essere pregiudicati il trasporto pubblico e di merci né il traffico motorizzato.
3.3. Domanda 3: Obbligo di sostituzione (art. 9 legge sulle ciclovie)
Concordate sull’applicazione generale dell’obbligo di sostituzione sancito dalla legge sulle ciclovie?
Sì Sì con pre- No con ri- No cisazioni serva Cantoni (incl. DCPA) 17 10 00
Partiti 4 0 10
Associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e 2 1 01
delle regioni di montagna Associazioni mantello nazionali dell’economia 0 1 03
Altre associazioni e organizzazioni 22 16 32
Altri 2 0 00
Totale 47 28 46