Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/24: Legge federale sulle vie ciclabili · 22 pagine
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In generale
Dagli 85 pareri complessivi risulta un quadro omogeneo: 47 sì (55%), 28 sì con precisazioni (33%), 4 no con riserva (5%) e 6 no (7%).
In dettaglio
Sì: i Cantoni BE, LU, UR, NW, GL, ZG, SO, BL, SH, AR, SG, AG, TG, VD, NE e GE; DCPA; i partiti PEV, PVL, PES e PSS; Gruppo svizzero per le regioni di montagna; Associazione dei Comuni Svizzeri; Allianz Bewegung Sport Gesundheit; Arbeitsgruppe Berggebiete; Medici per l’ambiente; Ufficio prevenzione infortuni; Federazione svizzera degli urbanisti; Federazione Motociclistica Svizzera; Mobilità pedonale Svizzera; Servizio d’informazione per i trasporti pubblici; International Mountain Bicycling Association; Conferenza per la foresta la fauna e il paesaggio; Rete dei parchi svizzeri; NewRide;
Fondazione per la protezione ambientale pratica Svizzera; Pro Velo Svizzera; Salute pubblica Svizzera; SvizzeraMobile; Cycla.; Assicurazione svizzera contro gli infortuni; Sentieri Svizzeri; Touring Club Svizzero; Umweltfreisinnige; Conferenza Bici Svizzera nonché le città di Delémont e Yverdonsles-Bains.
La maggioranza riconosce l’importanza fondamentale dell’obbligo di sostituire le vie ciclabili eliminate in seguito ad altre misure di incidenza territoriale. In questo modo si garantisce che le reti ciclabili rimangano praticabili e per quanto possibile intatte anche in futuro.
Sì con precisazioni: i Cantoni ZH, SZ, OW, FR, AI, GR, BS, TI, VS e JU; Unione delle città svizzere; economiesuisse; Aargauer Wanderwege; Appenzeller Ausserrhoder Wanderwege; Greenpeace; Interessengemeinschaft öffentlicher Verkehr Ostschweiz; Sciopero per il clima FR; Pro Natura; Schweizerischer Verband für Landtechnik; Fondazione svizzera per l’energia; Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio; Swiss Cycling; velosuisse; Unternehmergruppe Wettbewerbsfähigkeit; Associazione traffico e ambiente; Wanderwege beider Basel; WWF Svizzera e Zürcher Wanderwege.
Tra le riserve espresse si richiede di distinguere tra ciclopiste per la mobilità quotidiana e per il tempo libero e che la sostituzione di percorsi per mountain bike non porti alla realizzazione di strutture inutili. Da un lato si esige un utilizzo comune delle infrastrutture per le escursioni a piedi e in mountain bike, dall’altro di non pregiudicare l’attrattività della rete di sentieri. Si critica la mancata introduzione di obiettivi qualitativi, dimensioni standard o norme vincolanti per l’infrastruttura ciclabile. Si chiede di illustrare in guide attuative e nell’ordinanza relativa alla legge sulle ciclovie criteri di qualità e soluzioni praticabili. Mentre alcuni considerano l’articolo troppo restrittivo e rigido e chiedono quindi un maggiore margine di manovra, altri temono che lasci troppa libertà e sia pertanto poco efficace. I percorsi da sostituire devono essere fissati in piani, occorre tenere conto delle condizioni locali e la sostituzione deve essere adeguata, ma, dipendendo questa dalla discrezionalità delle autorità, può andare a beneficio o a danno delle vie ciclabili. I Cantoni possono inoltre stabilire deroghe, così che nel complesso risulta un forte allentamento dell’obbligo di sostituzione. Si teme inoltre che, invece di aumentare la sicurezza stradale, tale prescrizione venga utilizzata per spingere i ciclisti verso luoghi meno idonei. Per le zone a traffico misto con veicoli a motore si chiede di poter garantire la sicurezza anche attraverso una riduzione del limite di velocità generale a 30 km/h.
No con riserva: il partito UDC; Berner Wanderwege; Genève Aéroport e Flughafen Zürich AG.
Tra i principali motivi addotti si ritiene che l’obbligo di sostituzione possa sussistere solo in caso di interessi pubblici comprovati e che sia eccessivo perché riferito alle reti ciclabili fissate nei piani e quindi in parte a percorsi non ancora realizzati. La possibilità di prevedere deroghe dovrebbe inoltre spettare alle rispettive autorità competenti e non ai Cantoni, onde evitare situazioni conflittuali.
No: Federazione svizzera dei patriziati; Centre Patronal; Unione svizzera dei contadini; Unione svizzera delle arti e mestieri; Automobile Club Svizzero e Berner Waldbesitzer.
I motivi esposti per il parere contrario sono la mancanza di proporzionalità e gli oneri. L’articolo di legge è considerato troppo restrittivo e limiterebbe eccessivamente il margine di manovra dei Cantoni.