Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/60: Modifica della legge federale sull'assicurazione malattie (riduzione dei premi) come controprogetto indiretto all'iniziativa popolare federale «Al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati (Iniziativa per premi meno onerosi)» · 19 pagine

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Sarebbe un ulteriore passo in direzione opposta all’equivalenza fiscale, tanto più che negli ultimi anni la Confederazione ha imposto sempre più prescrizioni, ingerendosi già fortemente nella competenza cantonale (p. es. assunzione dell’80% dei premi dei minorenni dal 2021, assunzione dell’85% dei crediti relativi ad attestati di carenza di beni ai sensi dell’art. 64a LA-Mal). Con il controprogetto si prescriverebbe l’importo che ciascun Cantone dovrebbe utilizzare annualmente per la riduzione dei premi, con ripercussioni di ampia portata sui sistemi Ripam dei Cantoni. Oggi molti Cantoni definiscono un obiettivo per la Ripam, per esempio un onere dei premi rimanente massimo dell’x per cento del reddito computabile. I fondi sono orientati a tale obiettivo. Le risorse stanziate a bilancio per la Ripam rappresentano soltanto una stima e non vanno interpretate come un tetto di spesa. I Cantoni dovrebbero abbandonare questi sistemi se dovessero ripartire obbligatoriamente un importo definito dalla LAMal.

6.3.2.2 Critiche all’onere sproporzionato per i Cantoni strutturalmente deboli

CDS, numerosi Cantoni e ACS fanno presente che l’importo che il Cantone dovrebbe stanziare per la Ripam non è commisurato soltanto alle spese sanitarie, ma anche al reddito disponibile. Minori sono i redditi disponibili nel Cantone, maggiore è l’importo che lo stesso dovrebbe destinare alla Ripam.

L’UDC aggiunge che graduando la quota minima si sposta soltanto la problematica. Quei Cantoni che a causa dei costi più elevati devono versare una Ripam maggiore devono compensare altrove le uscite supplementari.

6.3.2.3 Critiche a un risultato poco mirato del controprogetto

CLASS critica il fatto che il controprogetto non comporti alcun miglioramento alla situazione della popolazione del Cantone Giura, dove i premi (non sgravati) costituiscono in media il 19% del reddito disponibile. Dal lato opposto della scala si colloca invece la popolazione di Zugo, che in media deve spendere in premi il 7% del reddito disponibile. Riassumendo, il controprogetto vuole obbligare l’intero settore pubblico a destinare somme considerevoli di denaro a un’ulteriore riduzione dei premi per le economie domestiche che possono pagarsi queste spese, mentre nulla viene fatto per sostenere maggiormente altre economie domestiche su cui l’onere dei premi è troppo elevato.

Anche il PSS contesta il fatto che il controprogetto non alleggerisce la popolazione dei Cantoni con l’onere dei premi maggiore (p. es. JU, NE, BS), ma sgrava i Cantoni in cui tale onere è ridotto (p. es. Zugo). Questo perché i Cantoni JU, NE, BS contribuiscono già per più del 7,5% delle spese cantonali lorde.

6.3.2.4 Critiche alla sopravvalutazione degli effetti del controprogetto

CDS e numerosi Cantoni fanno notare che il rapporto esplicativo sopravvaluta gli effetti finanziari su Cantoni e assicurati: ciascun Cantone dovrebbe disciplinare la Ripam in modo tale che questa corrisponda a una determinata quota minima delle spese lorde cantonali dell’AOMS. La quota minima è proporzionale al rapporto dei premi medi rispetto al reddito disponibile degli assicurati domiciliati nel Cantone. Dal testo dell’articolo 65 capoverso 1ter e dai commenti si evince che s’intende l’onere medio dei premi di tutti gli assicurati di un Cantone. Per il calcolo degli effetti ci si è però basati sul monitoraggio dell’UFSP, che include soltanto modelli di economie domestiche che rappresentano gruppi della popolazione a basso reddito.

6.3.2.5 Critiche ai dati

CLASS sostiene che i dati di base utilizzati per simulare gli effetti del controprogetto contengano errori grossolani. La media del reddito disponibile degli assicurati non corrisponde alla realtà: è davvero plausibile che il reddito disponibile della popolazione ticinese sia in media