Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/60: Modifica della legge federale sull'assicurazione malattie (riduzione dei premi) come controprogetto indiretto all'iniziativa popolare federale «Al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati (Iniziativa per premi meno onerosi)» · 19 pagine

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5 In merito all’iniziativa

5.1 Argomenti a favore dell’iniziativa

VD spiega che dal 2019 ha adottato un sistema analogo, con conseguenze positive per gli assicurati. L’importo che il Cantone deve versare per coprire i premi non pagati si è stabilizzato. Nel 2019 la Confederazione ha contribuito per meno di un terzo alle spese (premi non pagati inclusi).

TI si riserva di appoggiare l’iniziativa se il controprogetto proposto da CLASS non troverà sostegno.

Il PSS plaude al fatto che l’iniziativa uniformi il sistema della Ripam e incrementi le risorse disponibili.

Per i Verdi l’iniziativa sgrava gli assicurati più di quanto faccia il controprogetto. Chiedono che l’AOMS sia finanziata più dalle imposte che dai premi.

Per UCS l’onere crescente dei premi costituisce un rischio di povertà e incrementa il mancato ricorso a prestazioni sanitarie necessarie. I rischi maggiori di povertà e per la salute pesano sulle istituzioni sociali e sanitarie cittadine.

Secondo USS l’iniziativa dovrebbe aumentare sensibilmente la quota di remunerazione finanziata in base al reddito, che nel raffronto internazionale risulta estremamente bassa.

Per FRC e SKS l’iniziativa offre un aiuto proporzionale al reddito degli assicurati e lo finanzia mediante le imposte. Si tratta di un finanziamento più equo rispetto a quello dei premi pro capite, che non tengono conto del reddito.

Caritas CH chiede che per nessuno in Svizzera i premi annui ammontino a più di uno stipendio mensile. Le persone con basse entrate dovrebbero essere ulteriormente sgravate.

Anche Alternative Liste e Pro salute plaudono all’iniziativa.

5.2 Argomenti contro l’iniziativa

Il Consiglio federale ha posto in consultazione soltanto il controprogetto, per cui molti partecipanti non si sono espressi sull’iniziativa.

Secondo CLASS (BE, FR, GE, JU, NE, TI, VD e VS), con l’iniziativa nel tempo i futuri aumenti dei premi dovrebbero essere finanziati esclusivamente dal settore pubblico attraverso i contributi, con tutti i problemi che ne conseguono.

Il PEV teme che l’iniziativa ridistribuisca le spese sul ceto medio. Già oggi l’onere fiscale delle imposte cantonali, comunali e federali è distribuito in maniera molto disomogenea.

Mentre i redditi più bassi beneficiano di riduzioni, sovvenzioni per gli asili nido e imposte ridotte, le economie domestiche del ceto medio pagano i propri premi della cassa malati, non ricevono sovvenzioni e versano imposte elevate.

Il PLR spiega che la Confederazione dovrebbe finanziare due terzi della Ripam, in contrasto con l’equivalenza fiscale. I Cantoni possono infatti influenzare in ampia misura le spese sanitarie, che variano notevolmente da un Cantone all’altro.

Secondo il Centro un buon sistema sanitario, accessibile e sostenibile da tutti può essere garantito soltanto attraverso misure efficaci contro il continuo aumento delle spese.

Per l’UDC l’iniziativa non impiega le risorse in maniera mirata e non è nemmeno finanziariamente sostenibile a lungo termine.

USAM ritiene che l’iniziativa andrebbe a gravare troppo sulle finanze pubbliche.

Secondo curafutura l’iniziativa è uno strumento di politica sociale e, in base alla disciplina odierna, rientra nella competenza principale dei Cantoni.

Per santésuisse l’onere finanziario supplementare derivante dall’iniziativa non è sostenibile in particolare per la Confederazione. Le maggiori risorse federali e cantonali impiegate per la Ripam dovrebbero essere finanziate mediante un aumento delle imposte o ulteriori debiti.

Interpharma suppone che l’iniziativa creerebbe un incentivo sbagliato.