Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/67: Modifica dell’ordinanza sulla liquidità (disposizioni particolari per banche di rilevanza sistemica – «too big to fail») · 18 pagine
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Procedura di consultazione concernente la modifica dell’ordinanza sulla liquidità (disposizioni particolari per banche di rilevanza sistemica – «too big to fail»)
Credit Suisse, PostFinance, ASB e UBS deplorano che per svariati gruppi di clienti siano ammessi deflussi ma non afflussi, il che nella pratica porterebbe a un utilizzo asimmetrico indesiderato dei finanziamenti di crediti. Per PostFinance non è nemmeno chiaro in che misura gli afflussi di fondi possano superare i deflussi.
Secondo UBS andrebbero ammessi gli afflussi derivanti da attivi (ad es. da operazioni di finanziamento garantite o collateral swap) costituiti in pegno e a loro volta ricostituiti in pegno, liberati tra il 30° e il 90° giorno di calendario dell’orizzonte temporale dello scenario. Contestualmente si dovrebbe rinunciare al criterio in base al quale questi attivi devono essere controllati dalla tesoreria, cosicché ai fini della computabilità risulti determinante solo la qualità dell’attivo interessato.
3.4.8 Considerazione di misure che generano liquidità (art. 25 AP-OLiq)
Secondo ASB, ZH e BCZ la generazione di liquidità attraverso la monetizzazione di attivi di bilancio nell’ambito di misure predisposte che generano liquidità costituisce uno strumento centrale nella gestione del rischio di liquidità. Di questa circostanza non si terrebbe sufficientemente conto nell’avamprogetto a causa delle ipotesi conservative. CBD, Raiffeisen, ASB, UBCS e BCZ lamentano come la quota definita nell’avamprogetto per le riduzioni dei valori di attivi non HQLA in combinazione con un limite massimo di computabilità del 20 per cento denoti un atteggiamento decisamente conservativo e poco comprensibile da un punto di vista economico. Questo eccesso di prudenza né risponderebbe alle misure operazzionalizzate e che generano liquidità previste nei vari piani di emergenza (ASB, UBS, ZH) né sarebbe in linea con i valori empirici derivati dalle crisi di liquidità (CBD, ASB, UBCS, UBS).
Secondo la BCZ un ampliamento delle misure computabili che generano liquidità è opportuno per compensare almeno in parte il rigore della regolamentazione svizzera in base alla quale, diversamente dall’estero, la liquidità stimata deve essere detenuta ex ante. Nell’ottica di favorire la competitività, questa soluzione è indicata anche per compensare la mancanza di un «Public Liquidity Backstop» in Svizzera (ASB, UBS).
I partecipanti hanno presentato svariate proposte per ampliare la computabilità delle misure che generano liquidità. Tra queste figurano, da un lato, l’aumento del limite massimo di computabilità del 20 per cento (Credit Suisse, CBD, PostFinance, Raiffeisen, ZBV, ZHK, BCZ) e l’estensione dei rischi copribili in questo modo al prolungamento della durata di crediti (Credit Suisse, UBS) e alla liquidità infragiornaliera (UBS). Dall’altro, Credit Suisse, PostFinance, Raiffeisen, UBS, UBCS e BCZ chiedono l’ampliamento degli attivi computabili. Ciò potrebbe annoverare ad esempio la vendita di metalli preziosi (CBD, Raiffeisen, ASB, UBCS, BCZ), la riduzione forzata (denominata «wind down») delle operazioni che vincolano liquidità (ASB, BCZ) e il computo almeno parziale del sostegno straordinario di liquidità della BNS («Emergency Liquidity Assistance», ELA) (Credit Suisse, CBD, Raiffeisen, ASB, UBS, UBCS, ZBV, ZHK, BCZ).
Credit Suisse, ASB, UBS e BCZ giudicano inoltre troppo restrittiva la condizione per il computo di titoli secondo la quale questi ultimi non devono essere vincolati a coperture «hedge». I titoli, infatti, dovrebbero essere considerati liberamente disponibili anche quando possono essere sostituiti con derivati o utilizzati a garanzia di un finanziamento sul mercato.
3.4.9 Supplementi e riduzioni delle esigenze (art. 25a AP-OLiq)
PostFinance, Raiffeisen, ASB, UBS e BCZ lamentano che il livello delle esigenze aggiuntive specifiche all’istituto non può essere stimato in maniera affidabile poiché l’elenco dei supplementi non è esaustivo e le aspettative della FINMA rispetto alle singole componenti non sono note. CBD, Raiffeisen e BCZ temono inoltre che i supplementi specifici all’istituto, pur essendo ragionevoli nell’ottica del principio di proporzionalità, in virtù dell’ampio margine di discrezionalità normativa possano portare a una dilatazione significativa delle disposizioni in materia di