Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/67: Modifica dell’ordinanza sulla liquidità (disposizioni particolari per banche di rilevanza sistemica – «too big to fail») · 18 pagine

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Procedura di consultazione concernente la modifica dell’ordinanza sulla liquidità (disposizioni particolari per banche di rilevanza sistemica – «too big to fail»)

in uso, agli istituti finanziari interessati non sarebbero state concesse possibilità di partecipazione e le SIB non sarebbero state coinvolte in maniera adeguata. Credit Suisse, CBD, Raiffeisen, ASB, UBS, UBCS e BCZ chiedono la definizione di una calibrazione adeguata dei parametri di principio sulla base di uno studio d’impatto quantitativo («Quantitative Impact Study», QIS). Secondo Credit Suisse, CBD e UBCS il mancato svolgimento del QIS è anche il motivo principale delle pesanti ripercussioni quantitative dell’avamprogetto.

Raiffeisen e UBS chiedono un nuovo inizio dei lavori. Secondo UBS un nuovo inizio sarebbe giustificato alla luce delle debolezze concettuali, del mancato svolgimento del QIS e dei brevi tempi previsti per l’attuazione.

Credit Suisse, CBD, Raiffeisen, ASB, UDC, UBS, UBCS, ZBV, ZHK e BCZ chiedono un termine di attuazione più lungo poiché l’avamprogetto sottovaluta l’esigenza di apportare i necessari adeguamenti soprattutto in relazione ai processi della liquidità infragiornaliera. Nel complesso, l’avamprogetto infliggerebbe alle banche una pressione ingiustificata sul piano temporale (ASB, BCZ).

Campax, pvl, PES, Grüner Fisch, Alliance climatique, Grands-parents pour le climat, Anziane per il clima, onlineKarma, PUSCH, SKF, PSS e VKS deplorano che l’importanza dei rischi climatici e ambientali non sia in alcun modo stata presa in considerazione per la valutazione dei rischi di liquidità.

Credit Suisse, PostFinance, ASB, UBS, ZBV e ZHK chiedono che nella calibrazione delle esigenze in materia di liquidità vengano prese in considerazione le ripercussioni sull’indice massimo di leva finanziaria («leverage ratio»).

L’avamprogetto, oltre alle esigenze particolari per le SIB in materia di liquidità, contiene anche un adeguamento per tutte le banche relativo alla quota di finanziamento («Net Stable Funding Ratio», NSFR). BIC-BRED, CP, Credit Suisse, STSA, ABES e ABPS lamentano al riguardo che la soluzione proposta dalle autorità in relazione agli impegni eventuali correlati a finanziamenti di operazioni commerciali sia insufficiente per difendere la competitività nei confronti delle banche dell’Unione europea (UE).

Ai capitoli seguenti vengono illustrati i pareri dei partecipanti in riferimento a principio ed esigenza.

3.2 Principio

La struttura del principio proposta con esigenze di base ed esigenze aggiuntive specifiche all’istituto viene sostenuta in linea di principio da pvl, CBD, UBCS e BCZ. Anche Credit Suisse si esprime in termini sostanzialmente positivi sul principio. Il prolungamento dell’orizzonte temporale dello scenario da 30 a 90 giorni è considerato un provvedimento opportuno soprattutto da Raiffeisen e dal Cantone AR. Con riferimento alla regolamentazione per le esigenze aggiuntive specifiche all’istituto il pvl accoglie positivamente l’approccio proporzionale e basato sui rischi. In particolare Raiffeisen, ASB e BCZ apprezzano che sia stata abbandonata la necessità di modellazione dinamica di bilanci e che il principio punti su una complessità ridotta. UBS disapprova il cumulo di deflussi e afflussi derivanti dalla fase di stabilizzazione e liquidazione, inusuale nel panorama internazionale. UBS, ZBV e ZHK auspicano la possibilità di definire su base specifica all’istituto i contenuti delle esigenze particolari complessive. Soprattutto economiesuisse deplora che il principio consideri in misura insufficiente i presupposti specifici alla Svizzera (segnatamente la mancanza di un sostegno di liquidità del settore pubblico, il cosiddetto «Public Liquidity Backstop»). UBS chiede che le esigenze particolari per le SIB in materia di liquidità vengano valutate unitamente all’auspicata introduzione di un «Public Liquidity Backstop» in Svizzera e propone una clausola per verificare una tantum l’adeguatezza del progetto al più tardi dopo tre anni dall’entrata in vigore. UBS avanza inoltre la richiesta che il