Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/67: Modifica dell’ordinanza sulla liquidità (disposizioni particolari per banche di rilevanza sistemica – «too big to fail») · 18 pagine
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Procedura di consultazione concernente la modifica dell’ordinanza sulla liquidità (disposizioni particolari per banche di rilevanza sistemica – «too big to fail»)
3 Principali risultati della consultazione
3.1 Panoramica
L’obiettivo dell’avamprogetto di rafforzare la capacità di resistenza delle SIB svizzere ha ottenuto nel complesso un ampissimo consenso tra i Cantoni (AG, AI, AR, BE, BL, BS, FR, GE, GL, LU, NE, NW, OW, SG, SO, SZ, TG, UR, VD, VS, ZG, ZH), i partiti politici (PLR, pvl, PES, PSS, UDC), le associazioni mantello dell’economia (economiesuisse, ASB, USS, usam), gli ambienti interessati (Credit Suisse, PostFinance, Raiffeisen, UBS, UBCS, BCZ) e gli altri partecipanti (Campax, CP, Grüner Fisch, CBD, Alliance climatique, Grands-parents pour le climat, Anziane per il clima, onlineKarma, PUSCH, SKF, VKS, ZBV, ZHK).
Tutti i Cantoni, fatta eccezione per AG e ZH, approvano l’avamprogetto. Le ripercussioni quantitative sono state aspramente criticate in particolar modo da tutte le SIB interessate (Credit Suisse, PostFinance, Raiffeisen, UBS, BCZ), dai partiti politici PLR e UDC, dalle associazioni mantello economiesuisse e ASB nonché da CBD, UBCS, ZBV e ZHK. UBS respinge esplicitamente l’avamprogetto nella forma attuale poiché le esigenze poste alle SIB sono sproporzionate e non paragonabili a livello internazionale. Un esplicito rifiuto viene espresso anche dall’UDC. Per contro, presupponendo che la liquidità detenuta dalle SIB su base volontaria diminuirà all’aumentare degli interessi, il PES accoglierebbe esplicitamente con favore esigenze più stringenti in materia di liquidità. Adducendo la motivazione che la FINMA debba affidarsi meno alle valutazioni dei rischi delle banche, anche il PSS auspica una regolamentazione più rigorosa in materia di liquidità.
Il livello dell’esigenza complessiva perseguito dall’avamprogetto si orienta al volume di liquidità detenuto dalle SIB. Sulla base di queste considerazioni Credit Suisse, Raiffeisen, ASB e UBS fanno notare che l’esigenza di base è stata calibrata su un livello troppo elevato. Una ricalibra-
zione dell’equilibrio tra esigenza di base ed esigenza aggiuntiva sarebbe necessaria dal
momento che l’esigenza di base non deve già soddisfare l’esigenza complessiva. Credit Suisse, CBD, PostFinance, Raiffeisen, ASB, UBS, UBCS, ZBV, ZH, ZHK e BCZ chiedono
inoltre che venga ampliata la computabilità delle misure che generano liquidità.
CBD, Raiffeisen, ASB, UBS, UBCS e BCZ criticano anche l’analisi d’impatto della regolamentazione (AIR) realizzata dalle autorità poiché non mette adeguatamente in prospettiva i dati acquisiti.
In particolare Credit Suisse, ASB, UBS, UBCS e BCZ contestano le severe conseguenze normative in caso di mancato adempimento delle esigenze particolari. Secondo Credit Suisse, ASB, UDC, UBS, ZBV, ZHK e BCZ l’avamprogetto deve inoltre annoverare regole più chiare e più trasparenti sulla possibilità di utilizzare la liquidità in caso di crisi. Per evitare reazioni negative non volute del mercato in caso di utilizzo del cuscinetto di liquidità, Credit Suisse, ASB, UBS e BCZ propongono di desistere dalla pubblicazione delle esigenze di base.
Secondo Credit Suisse, economiesuisse, PLR, Raiffeisen, ASB, UBS, ZBV, ZHK e BCZ il principio di liquidità proposto per le SIB non tiene sufficientemente conto degli standard internazionali esistenti. L’analisi delle autorità sul diritto comparato a livello internazionale sarebbe incompleta e insufficiente per motivare la neutralità concorrenziale dell’avamprogetto.
AG, CBD, PostFinance, Raiffeisen, UDC e BCZ lamentano che, nell’ambito delle esigenze aggiuntive specifiche all’istituto, il principio previsto conceda una discrezionalità eccessiva alla FINMA.
Il modo di procedere delle autorità in fase di elaborazione dell’avamprogetto è giudicato negativamente da PLR, CBD, Raiffeisen, ASB, UBS, UBCS e BCZ. Contrariamente alla prassi