Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/67: Modifica dell’ordinanza sulla liquidità (disposizioni particolari per banche di rilevanza sistemica – «too big to fail») · 18 pagine
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Procedura di consultazione concernente la modifica dell’ordinanza sulla liquidità (disposizioni particolari per banche di rilevanza sistemica – «too big to fail»)
liquidità anche per le D-SIB. Chiedono disposizioni chiare da parte del Consiglio federale e la garanzia che vengano tenuti in debita considerazione il principio di proporzionalità e l’eterogeneità dei modelli operativi delle cinque SIB.
EXPERTsuisse chiede precisazioni soprattutto in merito al supplemento di cui alla lettera h (detenzione di un volume minimo di HQLA alla fine dell’orizzonte temporale di 90 giorni per il mantenimento dell’attività operativa e il soddisfacimento delle aspettative di mercato) poiché permarrebbero incertezze in merito allo scenario alla base, al benchmark da adottare, al prolungamento dell’orizzonte temporale dello scenario a oltre 90 giorni e ai rischi da coprire. UBS, a causa della loro sproporzione, avanza la richiesta di rinunciare a questo supplemento e a quello di cui alla lettera f (fabbisogno di liquidità per un’eventuale liquidazione). La BCZ chiede invece di rinunciare al supplemento di cui alla lettera g (rischi valutari) poiché i rischi valutari equivarrebbero a un rischio sistemico e la loro copertura compete alla BNS.
EXPERTsuisse esige inoltre che si chiarisca se le misure che generano liquidità di cui al capoverso 2 possono essere utilizzate solo ai fini della compensazione delle posizioni menzionate nell’articolo 25a o se sono computabili anche ai fini della copertura dei deflussi di cui all’articolo 24 fintantoché non viene raggiunto il limite massimo del 20 per cento.
Prediligendo un principio secondo il quale le esigenze di base e le esigenze aggiuntive devono essere accorpate e i loro contenuti definiti complessivamente come esigenze specifiche all’istituto, UBS ritiene che questo articolo debba comprendere anche i rischi derivanti dalla liquidità infragiornaliera e i rischi di soglia.
3.4.10 Procedura per determinare i supplementi e le riduzioni (art. 25b AP-OLiq)
Secondo AG, CBD, PostFinance, Raiffeisen, UDC e BCZ il principio previsto concede una discrezionalità eccessiva alla FINMA nell’ambito delle esigenze aggiuntive specifiche all’istituto. Chiedono pertanto azioni concrete al riguardo. Secondo l’UDC tale margine di discrezionalità va respinto nell’ottica della separazione dei poteri. Il Cantone AG sottolinea che deve essere garantita la parità di trattamento delle banche interessate.
In particolare Raiffeisen e la BCZ sono preoccupate del fatto che l’ampia discrezionalità della FINMA possa far sì che supplementi rilevanti colpiscano anche le D-SIB e non solo le G-SIB (ad es. in seguito all’esigenza di un volume minimo di HQLA al 90° giorno dell’orizzonte temporale dello scenario). La BCZ stima a questo proposito supplementi nell’ordine di 4 miliardi di franchi e insieme a CBD, PostFinance e Raiffeisen invita il Consiglio federale a delimitare il margine di discrezionalità della FINMA. Secondo CBD e Raiffeisen è necessario concretizzare il principio di proporzionalità.
Secondo l’ASB, l’ampia discrezionalità della FINMA nella valutazione delle misure che generano liquidità non consente di stimare se e in quale misura i modelli operativi (specialmente relativi alle operazioni di deposito e di credito) devono essere adeguati e quali conseguenze economiche e concorrenziali ne derivano.
A loro volta, USS e PSS deplorano che la FINMA si affidi in misura eccessiva alle valutazioni dei rischi delle banche. Il PSS sottolinea che anche la valutazione del Fondo monetario internazionale del 2019 aveva stabilito che la FINMA doveva rafforzare la propria funzione di vigilanza indipendente nei confronti delle banche. Tuttavia, l’avamprogetto non prevederebbe nulla a tale proposito e tanto meno prenderebbe in considerazione sanzioni per le banche che dovessero essere salvate dallo Stato.
Una critica pungente viene rivolta da UBS in relazione agli onerosi e dispendiosi sforzi sostenuti soprattutto dalle G-SIB nel corso degli ultimi anni per predisporre le capacità operative dei modelli di stimare la liquidità in caso di crisi. Sforzi che sarebbero stati ignorati nell’avamprogetto. Questo sebbene dette capacità insieme alle misure contenute nei piani di emergenza e