Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/57: Investimento di fondi di libero passaggio dell’istituto collettore (modifica della LPP) · 19 pagine

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dei capitali stanno aumentando. Il loro aumento ha ravvivato l’interesse per i fondi di libero passaggio quali fonti di rifinanziamento, soprattutto perché oltre il 50 per cento dei conti ha un periodo di detenzione superiore a cinque anni e i relativi fondi sono quindi prestabili per un periodo relativamente lungo.

A differenza dell’istituto collettore, le banche non sono soggette all’obbligo di contrarre e possono quindi rifiutare nuovi clienti. Hanno inoltre la possibilità di offrire il risparmio in titoli, che è più redditizio per esse. Per il momento, per gli altri fornitori di servizi finanziari non appare dunque necessaria alcuna modifica delle attuali condizioni quadro. La proposta proroga temporanea della soluzione attuale resta pertanto circoscritta all’istituto collettore.

1.2 Alternative esaminate e scartate

1.2.1 Gruppo di lavoro della Confederazione

Dopo l’introduzione dell’attuale soluzione, il Consiglio federale ha istituito un gruppo di lavoro sotto la direzione dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), in cui erano rappresentati tutti i principali attori (parti sociali, associazioni di categoria, esperti in materia di investimenti, intermediari finanziari).

Il gruppo di lavoro della Confederazione non ha formulato alcuna raccomandazione. A seconda della loro situazione e dei loro interessi, i vari attori hanno espresso posizioni molto divergenti. Non sono così riusciti ad accordarsi sulla necessità di garantire gli averi di libero passaggio interamente o solo parzialmente, su chi debba sostenere eventuali costi (Confederazione, BNS o il «sistema della previdenza professionale») e sulla necessità di offrire una soluzione soltanto all’istituto collettore oppure a tutti gli istituti di libero passaggio.

Il rapporto del gruppo di lavoro è stato redatto tra la fine del 2020 e il primo semestre del 2021, vale a dire prima dell’attuale aumento dei tassi d’interesse e dell’inflazione.

Le varianti presentate qui di seguito illustrano l’attuazione pratica delle soluzioni fondamentalmente possibili per l’istituto collettore delineate dal gruppo di lavoro.

1.2.2 Applicazione di un tasso d’interesse negativo

L’applicazione di un tasso d’interesse negativo (p. es. a titolo di misura di risanamento) sugli averi di libero passaggio significherebbe ridurre i risparmi accumulati obbligatoriamente nel sistema previdenziale8. Tra i titolari di conti di libero passaggio vi sono anche persone che hanno perso il lavoro e si trovano quindi in una situazione personale difficile. Un fattore aggravante nel caso dell’istituto collettore è che in molti casi si tratta di averi dimenticati. L’istituto collettore non avrebbe pertanto nemmeno la possibilità di informare questi assicurati del fatto che i loro risparmi si stanno riducendo e quindi essi non potrebbero reagire. L’applicazione di tassi d’interesse negativi in un sistema di risparmio obbligatorio causerebbe inoltre

8 Gli emolumenti hanno un effetto simile, benché meno marcato (tranne se si tratta di conti con importi esigui).