Rapporto esplicativo
Consultazione 2022/57: Investimento di fondi di libero passaggio dell’istituto collettore (modifica della LPP) · 19 pagine
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interesse a tasso zero sono pertanto tornati a essere una fonte di rifinanziamento interessante per le banche, dato che i fondi depositati su di essi vi rimangono per un periodo relativamente lungo.
1.1.3.4 Situazione attuale dell’istituto collettore
La crescita dell’inflazione e dei tassi d’interesse, le politiche monetarie più restrittive delle banche centrali e le tensioni geopolitiche accrescono però anche il rischio di importanti fluttuazioni e di contraccolpi sui mercati finanziari. Inoltre, la pandemia di COVID-19 potrebbe ancora riservare spiacevoli sorprese in qualsiasi momento. Se la congiuntura dovesse indebolirsi, il che non è escluso attualmente, l’istituto collettore potrebbe registrare un nuovo aumento dell’afflusso di fondi, il che diluirebbe il suo grado di copertura.
L’istituto collettore deve investire i fondi che gli vengono versati. In passato ha potuto compensare gli interessi negativi applicati alle sue liquidità con i rendimenti ottenuti dalle altre classi d’investimento ed è quindi riuscito a mantenere stabile il grado di copertura complessivo del settore del libero passaggio4. Nel 2022 la flessione dei mercati finanziari nei settori delle azioni e delle obbligazioni ha tuttavia causato una riduzione del suo grado di copertura, che alla fine di aprile 2022 è sceso al 104,6 per cento.
Poiché il grado di copertura era inferiore alla soglia del 105 per cento, a partire dal 10 maggio 2022 l’istituto collettore ha depositato diversi miliardi di franchi5 presso la Tesoreria federale. In una tale situazione l’attuale strategia d’investimento impone al consiglio di fondazione di adottare immediatamente provvedimenti volti a ridurre i rischi. Questi includono l’alienazione prociclica di investimenti rischiosi e l’aumento delle liquidità sicure6.
In seguito all’evoluzione dei tassi d’interesse, tuttavia, l’istituto collettore ha ora la possibilità di investire i suoi fondi, in particolare quelli con un orizzonte temporale più lungo, con un tasso d’interesse positivo. In linea di massima, se non si verificano significativi deflussi di capitale, può tenere questi investimenti fino alla loro scadenza. Anch’essi sono però soggetti alle fluttuazioni dei corsi. Se da un lato i tassi d’interesse più elevati causano una riduzione dei corsi sui mercati finanziari e quindi una diminuzione del grado di copertura dell’istituto collettore, ovvero un peggioramento della sua situazione finanziaria, dall’altro la possibilità di effettuare nuovi investimenti in titoli a tasso fisso con scadenza a medio-lungo termine permette di migliorare la situazione.
Inoltre, se la BNS dovesse decidere di aumentare ulteriormente i tassi d’interesse a causa della crescita dell’inflazione, la possibilità d’investire fondi presso la Tesoreria federale diventerebbe automaticamente meno interessante per l’istituto collettore.
4 2014: 108,0 %, 2019: 108,7 %, 2020: 107,8 %, 2021: 108,0 %, 10.6.22: 103,1 %
5 Si tratta di 3 mia. fr. a maggio e circa 1,25 mia. fr. a giugno. Dopo l’aumento del tasso guida della BNS, l’istituto collettore ha annunciato che fino a nuovo avviso non avrebbe più versato ulteriori fondi alla Tesoreria federale.
6 Alla fine del 2021 la quota delle attività prontamente liquidabili dell’istituto collettore ammontava a circa il 60 %.