Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/57: Investimento di fondi di libero passaggio dell’istituto collettore (modifica della LPP) · 19 pagine

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una notevole perdita di fiducia nella previdenza professionale e nel sistema finanziario. Benché negli ultimi anni siano stati in parte introdotti tassi d’interesse negativi sugli averi a risparmio elevati, nel caso dei conti con averi più modesti questa misura è stata applicata raramente ed è praticamente inesistente nel settore dei conti di risparmio del pilastro 3a. Essa sarebbe pertanto difficile da attuare e da giustificare nell’attuale contesto caratterizzato da un’inflazione relativamente elevata e tassi d’interesse in forte crescita. L’applicazione di un tasso d’interesse negativo al fine di risanare l’istituto collettore in caso di copertura insufficiente potrebbe inoltre essere controproducente, poiché nell’attuale contesto potrebbe produrre un deflusso di fondi, il che aggraverebbe ulteriormente la situazione. Questa soluzione è stata dunque scartata.

1.2.3 Garanzia di una parte terza

In base a questa variante una parte terza (p. es. la Confederazione o il «sistema della previdenza professionale») garantirebbe all’istituto collettore, se necessario, il finanziamento di un eventuale scoperto in caso di copertura insufficiente.

Il vantaggio di questa soluzione è che in assenza di una copertura insufficiente non si dovrebbe procedere ad alcun versamento di fondi. L’istituto collettore avrebbe una maggiore capacità di rischio e potrebbe adeguare di conseguenza la sua strategia d’investimento. In situazioni di crisi potrebbe rinunciare a ridurre sistematicamente la sua esposizione ai rischi. Questo significa che anche in caso di copertura insufficiente potrebbe beneficiare di un’eventuale successiva ripresa dei mercati finanziari e aumentare nuovamente il suo grado di copertura con i propri mezzi. Potrebbe così perseguire un rendimento positivo atteso a lungo termine. Lo svantaggio è che in definitiva i rischi non possono essere previsti con certezza e che, data l’ingente e crescente somma di bilancio dell’istituto collettore nel settore del libero passaggio, la sua esposizione potrebbe rapidamente raggiungere livelli altissimi (anche dell’ordine di miliardi). Questo costituirebbe un notevole problema per tutti i potenziali portatori di rischio. Una garanzia della BNS sarebbe praticamente impossibile da conciliare con il mandato di quest’ultima. Nel caso della Confederazione, una tale garanzia costituirebbe un sussidio e richiederebbe pertanto una base legale e lo stanziamento di un credito d’impegno. Questa garanzia non avrebbe tuttavia un tetto massimo, il che potrebbe rappresentare un grave problema per le finanze federali. L’esperienza mostra inoltre che la ripresa dei mercati finanziari può richiedere molto tempo. Le implicazioni finanziarie di una tale garanzia sarebbero pertanto difficili da prevedere e sarebbero potenzialmente molto elevate. La Confederazione è già fortemente gravata dai debiti derivanti dalla crisi del coronavirus e dai previsti aumenti delle spese nel settore della difesa. Una garanzia del «sistema della previdenza professionale» sarebbe peraltro difficilmente attuabile. Sarebbero infatti i datori di lavoro e i lavoratori, nella loro qualità di soggetti che concorrono al finanziamento del sistema previdenziale, che dovrebbero prendere a loro carico i contributi per questa garanzia. Una solidarietà dei datori di lavoro e dei lavoratori nei confronti di persone che spesso sono uscite dal processo lavorativo appare poco realistica. Inoltre, il «sistema della previdenza professionale» è già fortemente sotto pressione a causa