Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/62: Modifica dell’ordinanza sulla cinematografia (OCin); Nuova ordinanza sulla quota per i film europei e sugli investimenti nel cinema svizzero (OQIC) · 21 pagine
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Le prese di posizione concernenti la nuova ordinanza sulla quota per i film europei e sugli investimenti nel cinema svizzero (OQIC) sono state numerose in quanto si tratta di un nuovo ambito normativo che interessa molti attori. Solo poche organizzazioni respingono in toto il progetto di ordinanza. Parecchie proposte di modifica sono giunte dal settore cinematografico nonché dai servizi televisivi e su richiesta.
Tutti i Cantoni approvano l’ordinanza, le cui disposizioni sono giudicate equilibrate e valide, ma anche molto complesse. La maggioranza dei Cantoni auspica una definizione chiara di «film computabili», che includa possibilmente tutti i formati di valore culturale (p. es. anche cortometraggi), e desidera che, nell’attuazione dell’obbligo di investimento, vengano rispettate le condizioni usuali nel settore a livello svizzero e in particolare venga garantito un compenso adeguato agli autori.
Quattro partiti politici hanno partecipato alla consultazione. Se il PS plaude al progetto di ordinanza, considerato fedele al mandato legale, e condivide molte posizioni del settore cinematografico, UDC, PLR e GLRS hanno espresso pareri da critici a contrari, paventando specialmente un eccesso di regolamentazione che va al di là degli obiettivi fissati dalla legge sul cinema. L’UDC ha avanzato alcune proposte di modifica concrete, che coincidono con quelle dei servizi televisivi e su richiesta, prospettando la propria approvazione dell’ordinanza se le suddette proposte dovessero essere accolte.
Per quanto riguarda le organizzazioni nazionali, la CFC, l’USS e l’UCS salutano con favore il progetto di ordinanza e sposano buona parte degli adeguamenti auspicati dal settore cinematografico. L’USAM figura tra i pochi partecipanti alla consultazione che, pur avanzando proposte di modifica, respinge espressamente in toto il progetto.
I servizi televisivi e su richiesta e le rispettive associazioni mantello nutrono grosse riserve nei
confronti dell’OQIC. La definizione di «film computabili» è reputata assai troppo restrittiva e andrebbe quindi estesa non soltanto ai cortometraggi, ma anche a trasmissioni di intrattenimento come i talkshow e i reality, giudicati altrettanto importanti per la creazione cinematografica svizzera. Per alcuni, qualsiasi contenuto audiovisivo dovrebbe rientrare nella suddetta nozione. I servizi televisivi e su richiesta attribuiscono pure importanza all’esenzione generalizzata della televisione in differita, che include pure i servizi che si limitano a riprendere un’offerta da terzi. Viene altresì richiesto l’aumento della soglia della cifra d’affari oltre la quale scatta l’obbligo di investimento. Vari partecipanti alla consultazione ritengono che la libertà contrattuale sia minacciata o perlomeno limitata in misura eccessiva: oggetto di critiche sono da un lato la definizione restrittiva di «impresa di produzione indipendente» e, dall’altro, la durata massima delle licenze in caso di acquisti e coproduzioni. Per quanto concerne la definizione dei proventi lordi determinanti, da più parti si esigono deduzioni proporzionali per attività e servizi non correlati all’offerta cinematografica.
Le associazioni e imprese del settore cinematografico salutano con favore e approvano in larga misura il progetto di ordinanza, sottolineando che esso tiene conto del dibattito parlamentare. La proposta è considerata pragmatica in quanto offre margini di manovra alle imprese di produzione e consente a queste ultime di trattare da pari a pari con i servizi. Le modifiche auspicate riguardano da un lato la nozione di film: se è giusto porre l’accento su opere di valore culturale, d’altro canto occorre evitare che categorie troppo restrittive e limitazioni eccessive della lunghezza dei film finiscano per escludere formati innovativi. Il settore concorda in gran parte con la definizione dell’indipendenza delle imprese di produzione; alcune richieste di allentamento delle disposizioni coincidono con le proposte in materia dei servizi televisivi e su richiesta. Raccoglie consensi anche la fissazione di una durata massima delle licenze. La tutela dei compensi degli autori nei contratti di produzione secondo le condizioni usuali del settore è considerata una condizione irrinunciabile per la computabilità nel quadro dell’obbligo di investimento. Il settore è contrario alla concessione di deduzioni per i proventi lordi di imprese con offerte cinematografiche senza film computabili (p. es. canali sportivi).
3.2 Osservazioni su singole disposizioni
Le considerazioni seguenti si concentrano sulle proposte di modifica di singole disposizioni dell’OQIC.