Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/91: Pachetto d’ordinanze in materie ambientale, autunno 2023 · 12 pagine

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Pacchetto di ordinanze in materia ambientale, autunno 2023

OIF

2 Punti essenziali del progetto

Oggi circa il 66 per cento di tutti gli edifici in Svizzera viene ancora riscaldato con vettori energetici fossili. Con circa 900 000 impianti di riscaldamento a olio e a gas attualmente in funzione, il settore degli edifici è responsabile di circa il 33 per cento delle emissioni di CO2 della Svizzera. Nel 2021 sono stati installati circa 26 000 nuovi sistemi di riscaldamento a combustibili fossili; contemporaneamente, sono state vendute circa 33 000 pompe di calore (circa 25 000 pompe di calore aria-acqua, di cui 16 500 con unità esterna). Le pompe di calore sono quindi considerate una tecnologia chiave per la decarbonizzazione del settore degli edifici. Tra queste, le cosiddette pompe di calore aria-acqua sono di gran lunga le più comuni.

Le pompe di calore possono causare rumore e disturbare il vicinato, soprattutto di notte e in particolare se sono installate all’esterno. La legislazione federale sulla protezione contro il rumore prevede quindi che tali impianti possano essere costruiti solo se, nell’ambito della prevenzione, le emissioni foniche sono limitate nella misura massima consentita dal progresso tecnico, dalle condizioni d’esercizio e dalle possibilità economiche. Inoltre, le immissioni foniche generate dal solo impianto non devono superare i valori di pianificazione di cui all’Allegato 6 OIF (art. 11 cpv. 2 in combinato disposto con l’art. 25 cpv. 1 LPAmb; art. 7 cpv. 1 OIF).

I presupposti del rispetto del principio di precauzione e dei valori di pianificazione si applicano cumulativamente. Tuttavia, secondo una giurisprudenza costante del Tribunale federale, qualora i valori di pianificazione siano rispettati, si possono prendere in considerazione ulteriori misure di protezione dal rumore nell’ambito della prevenzione solo se in tal modo si riesce a conseguire una sostanziale riduzione supplementare delle emissioni con una spesa relativamente contenuta (DTF 127 II 306, consid. 8; DTF 124 II 517, consid. 5a; cfr. anche DTF 133 II 169, consid. 3.2). Se i valori di pianificazione sono rispettati, il beneficio aggiuntivo di ulteriori misure di limitazione delle emissioni deve quindi superare nettamente i costi che tali misure comportano.

La presente revisione dell’OIF intende da un lato concretizzare il rapporto costi-benefici in un nuovo articolo 7 capoverso 3 appositamente per l’installazione di una nuova pompa di calore, specificando così le fattispecie in cui ulteriori misure precauzionali sono da considerarsi proporzionate: qualora i valori di pianificazione siano rispettati, sono considerate tali solo le misure che permettono di conseguire una riduzione delle emissioni di almeno 3 decibel (dB) con l’1 per cento massimo dei costi di investimento dell’impianto (lettera a). Dall’altro lato, nel caso di impianti con potenza variabile, tali misure sono necessarie solo se, a una temperatura superiore a 2 °C, il funzionamento dell’impianto supera il 65 per cento della sua potenza (lettera b). Queste direttive stabiliscono due linee guida chiare e uniformi per la verifica di ulteriori misure precauzionali nel caso in cui i valori di pianificazione siano rispettati, tenendo conto degli sviluppi tecnici nel settore delle pompe di calore, i quali consentono un funzionamento molto più silenzioso rispetto ai modelli precedenti. Le linee guida semplificano notevolmente la verifica di misure precauzionali, contribuendo ad accelerare le procedure di autorizzazione e a garantire una maggiore certezza del diritto. La protezione della popolazione dal rumore rimane garantita.

Nel nuovo numero 34 dell’Allegato 6 OIF, il progetto prevede inoltre di definire lo stato di esercizio delle pompe di calore determinante per il calcolo del rumore.

Le nuove norme si applicano solo alle pompe di calore aria-acqua utilizzate per il riscaldamento di ambienti e per l’acqua calda. Dal campo di applicazione della normativa sono escluse, ad esempio: le pompe di calore utilizzate per riscaldare piscine private; le pompe di calore con sonde geotermiche, che di solito sono installate negli edifici e non causano emissioni foniche esterne; gli impianti di refrigerazione, che in genere registrano un numero più

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