Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/12: Strategia di cooperazione internazionale 2025–2028 · 35 pagine
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Rapporto sui risultati della consultazione relativa alla Strategia di cooperazione internazionale 2025–2028
1 Situazione iniziale
Durante la sua seduta del 5 aprile 2023 il Consiglio federale ha discusso le basi strategiche per la preparazione del messaggio concernente la cooperazione internazionale 2025–2028 (Strategia CI 2025–2028). Nelle note di discussione presentate all’Esecutivo, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) proponevano di elaborare un rapporto esplicativo (bozza del messaggio) da sottoporre a una procedura di consultazione facoltativa1.
La procedura di consultazione permette di raccogliere i pareri dei Cantoni, dei partiti politici rappresentati nell’Assemblea federale, dei Comuni, delle Città e delle regioni di montagna nonché delle associazioni mantello dell’economia e degli altri ambienti interessati. La consultazione pubblica facoltativa relativa alla Strategia di cooperazione internazionale 2021–2024, svoltasi nell’estate del 2019, era stata accolta favorevolmente e aveva fornito un valido contributo al dibattito. Si è pertanto deciso di sottoporre a consultazione facoltativa anche la bozza della Strategia CI 2025–2028.
Tramite tale consultazione facoltativa il DFAE e il DEFR volevano assicurarsi che l’operato della Svizzera nel quadro della cooperazione internazionale (CI) in risposta alle sfide globali (povertà, disuguaglianze, crisi umanitarie, conflitti armati, migrazione, violazioni dei diritti umani, deterioramento delle risorse naturali, conseguenze dei cambiamenti climatici ecc.) godesse di un ampio sostegno.
2 Procedura di consultazione
2.1 Aspetti fondamentali del progetto in consultazione
La CI comprende gli strumenti dell’aiuto umanitario, della cooperazione allo sviluppo, della cooperazione economica allo sviluppo, della promozione della pace e dei diritti umani, e viene attuata dal DFAE e dal DEFR. Ogni quattro anni il Consiglio federale stabilisce gli assi strategici e il quadro finanziario per il raggiungimento degli obiettivi della CI della Svizzera definiti nelle leggi pertinenti.
Il rapporto esplicativo esponeva gli orientamenti strategici della CI svizzera per il periodo 2025–2028 e proponeva lo stanziamento di cinque crediti d’impegno per un importo totale di 11,45 miliardi di franchi. Di questi, 1,5 miliardi erano previsti per l’Ucraina e la regione circostante per gli anni tra il 2025 e il 2028.
Il rapporto esplicativo proponeva di mantenere l’orientamento strategico della Strategia CI 2021–2024, in quanto aveva permesso di reagire in modo flessibile alle crisi e ai conflitti degli anni recenti. Questo orientamento è caratterizzato
• dai tre criteri di analisi: 1) i bisogni locali, 2) gli interessi a lungo termine della Svizzera e 3) il valore aggiunto della CI svizzera nel confronto internazionale;
• dai quattro obiettivi di sviluppo: 1) lo sviluppo umano, 2) lo sviluppo economico sostenibile, 3) il clima e l’ambiente e 4) la pace e il buongoverno;
• dalla focalizzazione su quattro regioni prioritarie: 1) Africa subsahariana, 2) Medio Oriente e Nord Africa, 3) Asia e 4) Europa dell’Est;
• dal consolidamento della collaborazione con il settore privato e dalla promozione delle nuove tecnologie.
Per rispondere al meglio al contesto sono stati apportati i cambiamenti seguenti:
• un aumento del credito d’impegno per l’aiuto umanitario;
• obiettivi specifici per far fronte alle seguenti sfide d’attualità: sanità, migrazione, promozione del settore privato locale e di condizioni quadro favorevoli, lotta contro la fame, acqua e transizione energetica, rafforzamento delle istituzioni democratiche, diritti di partecipazione, parità di genere, Stato di diritto e separazione dei poteri;
• un impegno multilaterale efficace e mirato per affrontare i molteplici scenari di crisi e conflitto;
• azioni concrete in stretta collaborazione con attori locali per assicurarne la pertinenza e la continuità nel tempo, come anche il trasferimento della loro gestione;
1 Si è trattato di una procedura di consultazione non obbligatoria ai sensi dell’art. 3 cpv. 2 della legge federale del 18 mar. 2005 sulla procedura di consultazione (RS 172.061). Secondo il DFAE e il DEFR, infatti, non sono soddisfatti i requisiti per una procedura di consultazione obbligatoria ai sensi dell’art 3 cpv. 1 della citata legge.