Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/86: Modifica della legge sul servizio civile · 22 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 15Fedlex · Rapporto sui risultati

Secondo il PEV la misura mira unicamente a ridurre l’attrattiva del servizio civile. Ricorda che gli impieghi del servizio civile richiedono talvolta un tempo di pianificazione e di preparazione più lungo e che l’obbligo d’impiego annuale rende più difficile questa pianificazione o può anche impedire degli impieghi adeguati. Fa notare che molti impieghi, per esempio presso la Confederazione stessa, richiedono una qualificazione elevata e quindi una durata minima di vari mesi. Ritiene inoltre che, con un obbligo d’impiego annuale, al termine della formazione necessaria spesso non rimarrebbe più un numero sufficiente di giorni di servizio a disposizione per garantire questo obbligo d’impiego annuale.

Per il Gruppo CIVIVA non è necessario agire per rafforzare le regole d’esecuzione. Sarebbe anzi sproporzionato e antiliberale. Da parte sua, il PS evidenzia la mancanza di necessità.

La FSAG ritiene che i giorni di servizio civile siano già svolti in maniera molto affidabile e che l’argomentazione secondo la quale l'equivalenza dei servizi si manifesta anche attraverso il loro svolgimento nella stessa fase della vita (in genere tra i 20 e i 25 anni d’età) è invalidata dal momento di inizio flessibile della scuola reclute deciso nel quadro dell’ulteriore sviluppo dell’esercito. Ritiene anche che questa misura presenti degli inconvenienti per gli istituti d’impiego, perché richiede un elevato numero di impieghi brevi e il periodo di preparazione è sproporzionato rispetto alla durata dell’impiego. Ricorda inoltre che gli istituti d’impiego che richiedono una qualificazione elevata impongono giustamente una durata minima di vari mesi. L’obbligo d’impiego annuale fa sì che al termine della formazione necessaria spesso non rimangano più i giorni di servizio richiesti dalla durata minima dell’impiego.

Per la CFIG queste misure indeboliscono il principio secondo il quale la prova dell’atto è una prova sufficiente dell’obiezione di coscienza. Afferma che la misura è in contrasto con l’esigenza delle persone soggette all’obbligo di prestare servizio di trovare soluzioni per conciliare meglio l’adempimento di tale obbligo con la loro formazione o il loro lavoro.

Spitex Schweiz osserva che l’allineamento del ritmo degli impieghi dei civilisti a quello ordinario dei servizi militari obbligatori creerebbe delle difficoltà a vari istituti d’impiego e ridurrebbe notevolmente l’efficacia. Secondo la sua opinione, gli impieghi più lunghi sono vantaggiosi per tutte le persone interessate, in particolare per i clienti, che sono al centro delle preoccupazioni dell’aiuto e delle cure a domicilio. A questo scopo propone la seguente modifica:

• eliminazione dell’articolo 21 capoverso 2.

ARTISET chiede la stessa eliminazione affermando che gli impieghi di qualche giorno comportano un lavoro organizzativo e costi amministrativi eccessivi per gli istituti e le strutture. A suo avviso, il rapporto costi/benefici si riduce, a scapito delle strutture e degli istituti d’impiego. Ritiene inoltre che il tempo necessario per istruire i civilisti in occasione di ogni impiego specifico riduca il tempo di lavoro effettivo del civilista durante il suo impiego. Propone quindi le seguenti modifiche:

• articolo 20 LSC o articolo 35 OSCi: «Gli impieghi delle persone che devono prestare servizio civile si svolgono nello stesso istituto d’impiego, purché l’istituto in questione ne faccia richiesta».

Secondo l’Association Service Citoyen è auspicabile separare l’organizzazione del servizio civile da quella del servizio militare.

4.7 Misura 6

Obbligo di prestare l’impiego di lunga durata al più tardi nell’anno civile successivo al passaggio in giudicato dell’ammissione se la domanda viene presentata durante la scuola reclute.

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