Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/86: Modifica della legge sul servizio civile · 22 pagine

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istituti per bambini e adolescenti, per persone con disabilità e per anziani che necessitano di cure. Questo permette di aiutare sia i congiunti che prestano assistenza sia gli istituti e, quindi, gli enti pubblici. A causa dei cambiamenti demografici, in futuro ci sarà da aspettarsi un aumento del bisogno di servizi di cura e assistenza. Le modifiche proposte comporteranno una riduzione degli impieghi del servizio civile in questi ambiti. Come TI, ritiene che la problematica non possa essere risolta nel quadro del presente progetto, ma che richieda invece una riflessione di fondo.

Per AR, JU, NW, SH, SO, PLR, CG MPP e Alleanza Sicurezza Svizzera, la revisione va nella giusta direzione, ma non ridurrà l’attrattiva del servizio civile nella misura necessaria. Essi ritengono che le principali sfide riguardanti l’esercito, la protezione civile e il servizio civile debbano essere affrontate nel contesto dell’adeguamento del sistema dell’obbligo di prestare servizio.

Per SZ e Alleanza del Centro, il servizio civile deve rappresentare un’alternativa al servizio militare solo per le persone che non possono svolgerlo per motivi di coscienza. L’attuale revisione della legge persegue questo obiettivo senza tuttavia rimettere fondamentalmente in discussione il contributo sociale delle persone che svolgono un servizio civile o la soluzione della prova dell’atto.

Il PLR è convinto che queste modifiche siano nell’interesse di tutti i cittadini svizzeri e che garantiscano la sicurezza e la resilienza del Paese nel rispetto dei diritti di coscienza individuali.

L’USAM fa la stessa riflessione, ma aggiunge che il servizio civile non deve creare distorsioni nel mercato del lavoro e ritiene che le misure vadano in questo senso.

I partecipanti contrari all’intera revisione formulano le seguenti argomentazioni.

Un gruppo di partecipanti riprende le argomentazioni di CIVIVA con formulazioni talvolta leggermente diverse ma che non incidono sulla sostanza. Si tratta di: Ackermatthof, anthroSocial, Association DM, Association Don Camillo, Bergschule Avrona, Cevi-Bewegung, Consiglio svizzero per la pace, Donne per la Pace Basilea, Donne per la Pace Svizzera, Donne per la Pace Zurigo, Fondazione myclimate, Giovani PEV, GSsE, Home médicalisé Les Arbres, I Verdi, kibesuisse, Kleinbauern-Vereinigung, Konferenz der Mennoniten der Schweiz, Lukas Stoffel, Office de l’asile du canton du Valais, okaj zürich, Pflegezentrum Lindenfeld, Pro Velo Svizzera, PS, Service Civil International Svizzera, Stiftung Jugenddorf St. Georg Bad Knutwil, Stiftung Töpferhaus, Verein für Sozialpsychiatrie Baselland, Verein Grünwerk - Mensch & Natur, Verein Konkret e Wirtschaft und Ökologie SWO. Questo gruppo di 32 membri (0 Cantoni, 2 partiti politici, 6 contattati personalmente, 5 non contattati personalmente, 18 istituti d’impiego, 1 privato) appartiene alla categoria «Tutte le misure respinte» ed è di seguito denominato «Gruppo CIVIVA». La motivazione del loro rifiuto risiede principalmente nel fatto che la soluzione della prova dell’atto è conforme alla Costituzione e non offre una libera scelta e che pertanto l’apporto di personale all’esercito è garantito. Non vedono quindi la necessità di agire. Questi due argomenti vengono ripresi anche da USS, männer.ch e FSAG.

VD è del parere che per garantire gli effettivi dell’esercito si debbano adottare misure volte a rafforzare la sua attrattiva e non solo limitare le possibilità di svolgere il servizio civile. Reputa inoltre prematuro limitare l’accesso al servizio civile senza attendere il bilancio delle misure adottate a seguito del rapporto concernente l’apporto di personale in seno all’esercito e alla protezione civile.

VD ritiene inoltre che la libera scelta attualmente esistente permetta di garantire la libertà di coscienza e che, soprattutto, fornisca prestazioni indispensabili alla collettività e crei un reale valore aggiunto per le organizzazioni che accolgono i civilisti, mentre una riduzione significativa del numero di giorni di servizio civile prestati avrebbe importanti ripercussioni su ambiti d’attività essenziali. Questo argomento è ripreso anche dall’USS.

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