Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/86: Modifica della legge sul servizio civile · 22 pagine
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L’USAM sostiene l’obiettivo di ridurre il numero di ammissioni al servizio civile, in particolare per quanto riguarda i militari che hanno adempiuto la scuola reclute (SR). Reputa infatti che un cambiamento dopo la scuola reclute nuoccia al buon funzionamento dell’istruzione nell’esercito e alla sua capacità di adempiere la propria missione. Sottolinea in proposito che l’apporto di effettivi all’esercito deve avere la priorità.
Per ARTISET questa misura non incide sul numero di giorni di servizio civile prestati, anzi: il numero minimo di giorni di servizio da svolgere aumenterebbe sia per il servizio militare che, in seguito, per il servizio civile, a seconda del momento del passaggio a quest’ultimo.
Per l’Association Service Citoyen la misura preserva le capacità operative dell’esercito e serve al perseguimento degli obiettivi del servizio civile.
I partecipanti contrari alla misura 1 formulano le seguenti argomentazioni.
Per Gruppo CIVIVA, Amnesty International Svizzera e infoDroit.ch, questa misura ha palesemente un carattere punitivo e rimette in discussione il diritto di presentare in qualsiasi momento una domanda d’ammissione al servizio civile. È considerata contraria ai diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione federale e dal diritto internazionale, cosa che, a loro avviso, è riconosciuta anche dal Consiglio federale.
La FSAG ritiene che attraverso questa misura il fattore massimo di due, riconosciuto a livello internazionale, venga superato più volte e che il fattore di sette così possibile costituisca un’evidente disparità di trattamento tra le persone tenute a prestare servizio civile e non sia compatibile con la parità di diritti.
La CFIG è favorevole all’armonizzazione della durata dei due servizi. Respinge pertanto questa misura, che in alcuni casi potrebbe portare a una durata del servizio civile di 37,5 volte superiore alla durata residua del servizio militare da svolgere, per motivi di incompatibilità con i principi della prassi internazionale.
4.3 Misura 2
Fattore 1,5 anche per sottufficiali e ufficiali.
Partecipanti favorevoli alla misura Partecipanti contrari alla misura
Alleanza del Centro, Alleanza Sicurezza Amnesty International Svizzera,
Svizzera, ASM, Association Service AvenirSocial, CENAC, CFIG, Croce Rossa Citoyen, ARTISET, BE, BL, Centre Svizzera, FSAG, GE, Gran Consiglio del Patronal, Chance Schweiz, GL, Gruppo CG Cantone di Neuchâtel, Gruppo CIVIVA, H+ MPP, NE, PEV, PLR, SZ, TI, UDC, UR, Gli Ospedali Svizzeri, infoDroit.ch, insieme USAM, VSWW, ZH Schweiz, männer.ch, Procap Svizzera,
USS, VD
I partecipanti favorevoli alla misura 2 formulano le seguenti argomentazioni e riserve.
GL solleva dubbi sulla proporzionalità del fattore di 1,5 per i quadri dell’esercito o gli specialisti con un numero di giorni di servizio molto elevato (a partire da ca. 400 giorni di servizio prestati). È del parere che in questo caso i giorni di servizio svolti vadano considerati sulla base di un valore soglia predefinito e che si debba applicare l’attuale fattore di 1,1.
Il PEV sostiene questa misura per evitare il passaggio al servizio civile a scopo personale. A suo avviso è lecito presupporre che le persone che si rendono disponibili per una formazione militare più avanzata siano consapevoli dei giorni di servizio supplementari da svolgere. Se,
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