Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/86: Modifica della legge sul servizio civile · 22 pagine

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controproducente in quanto disincentiva l’ingresso nella carriera militare diminuendo la possibilità di uscirne se tale carriera non si rivela adatta e si sviluppa un conflitto di coscienza.

4.4 Misura 3

Soppressione degli impieghi per i quali è richiesto uno studio di medicina umana, dentaria o veterinaria.

Partecipanti favorevoli alla misura Partecipanti contrari alla misura

Alleanza del Centro, Alleanza Sicurezza Amnesty International Svizzera, AR,

Svizzera, ASM, BE, BL, Centre Patronal, ARTISET, asmac, Association Service

Chance Schweiz, GL, Gruppo CG MPP Citoyen, AvenirSocial, CENAC, CFIG,

(eccetto AR), NE, PLR, SZ, TI, UDC, UR, Croce Rossa Svizzera, GE, FMH, FSAG,

USAM, VSWW, ZH Gran Consiglio del Cantone di Neuchâtel,

Gruppo CIVIVA, H+ Gli Ospedali Svizzeri,

infoDroit.ch, insieme Schweiz, männer.ch,

PEV, Procap Svizzera, Spitex Schweiz,

USS, VD

I partecipanti favorevoli alla misura 3 formulano le seguenti argomentazioni e riserve.

TI ritiene che questa misura non possa garantire l’effettivo necessario di specialisti nel settore in questione. Raccomanda di rivedere la misura inserendola in un contesto più generale e preferibilmente d’intesa con il Servizio Sanitario Coordinato (SSC).

L'USAM sostiene l’obiettivo di ridurre il numero di ammissioni al servizio civile, in particolare per quanto riguarda gli specialisti, perché l’apporto di effettivi all’esercito deve avere la priorità.

Secondo Chance Schweiz questa restrizione consente di evitare che, scegliendo il servizio civile, i futuri medici ottengano vantaggi per la loro formazione rispetto a coloro che effettuano il servizio militare.

I partecipanti contrari alla misura 3 formulano le seguenti argomentazioni.

AR sostiene che la possibilità per i medici di svolgere il servizio civile nel loro ambito è stata concepita per contrastare un’eventuale carenza di medici e preservare la qualità delle cure sanitarie, considerate una priorità pubblica. AR respinge l’argomento secondo cui questo servizio civile servirebbe principalmente a interessi privati legati alla formazione e alla formazione continua, affermando che non sono state valutate alternative per attirare i medici nell’esercito. Sottolinea che questo tipo di servizio civile non può essere utilizzato per progetti accademici o conteggiato come formazione continua e ricorda che bisogna anche tener conto del fatto che un numero superiore alla media di donne segue gli studi in ambito veterinario, il che influisce anche sulla carenza di veterinari nell’esercito.

Il PEV ritiene che non sia né proporzionato né corretto trattare separatamente il personale con una formazione medica e aggiunge che il potenziale dissuasivo di questa misura è discutibile. A suo avviso sarebbe utile, in particolare per impieghi specifici all’estero, che il personale medico potesse effettuare impieghi nel servizio civile, cosa di cui beneficerebbero anche i pazienti in Svizzera.

Per il Gruppo CIVIVA questa misura non è necessaria: non porterebbe alla riduzione delle ammissioni al servizio civile e non risolverebbe nessun problema dell’esercito. Considera dunque sproporzionata la misura e ricorda che anche il Consiglio federale riconosce che vi sono dubbi in merito alla compatibilità con i diritti fondamentali. Aggiunge che la misura è

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