Rapporto esplicativo

Consultazione 2024/25: Pachetto d’ordinanze in materie ambientale, primavera 2025 · 10 pagine

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Pacchetto di ordinanze in materia ambientale, primavera 2025 Rapporto esplicativo

OSiti

tricloroetilene come cancerogeno. La riclassificazione più recente e severa del potenziale cancerogeno del tricloroetilene, effettuata dall’IARC nel 2014 e dall’NTP nel 2016, ne conferma l’effetto cancerogeno sull’uomo. L’Unione europea classifica il tricloroetilene come sostanza cancerogena di grado 1B, ovvero «di cui si presumono effetti cancerogeni per l’uomo». Pertanto, è opportuno tenere conto di tale effetto anche per la deduzione del valore di concentrazione della sostanza e diminuire il valore attuale (0.07 mg/l).

Lo SCAHT raccomanda di basare il calcolo sul cosiddetto Slope Factor (SFo) dell’EPA. In base allo SFo e allo scenario di esposizione standard, che prevede un consumo di acqua potabile di 2 l al giorno per una persona di 70 kg, e alla stima alta del rischio accresciuto di cancro nell’arco della vita pari a 10-5 (1 caso di cancro in più ogni 100 000 persone) per le sostanze cancerogene genotossiche nell’acqua potabile, lo SCAHT calcola un nuovo valore di concentrazione di 0.0076 mg/l, arrotondato a 0.01 mg/l.

Il tricloroetilene è misurato regolarmente in siti che presentano un inquinamento da idrocarburi clorurati, per esempio a causa della presenza di impianti di lavaggio a secco. Dai (pochi) riscontri pervenuti dai Cantoni, si deduce tuttavia che solo in casi eccezionali il tricloroetilene (Tri) risulta essere la sostanza determinante per il risanamento. In quasi tutti i siti che presentano un inquinamento da idrocarburi clorurati la sostanza decisiva e rilevante dal punto di vista dei costi è il tetracloroetilene (Per). Il risanamento di un sito inquinato da Per porta alla riduzione del tenore di Tri. Si prevedono solo singoli casi in cui la riduzione del valore del tricloroetilene comporterà provvedimenti di risanamento supplementari. I costi della riduzione del valore del Tri non devono superare i 10 milioni di franchi.

4.3 Riduzione del valore di concentrazione dell’etilbenzene

La valutazione dello SCAHT si basa su un valore detto «Tolerable Daily Intake» (TDI) di Health Canada risalente al 2015. Health Canada reputa questo valore più affidabile rispetto al valore di riferimento dell’EPA utilizzato solitamente, in quanto lo studio soggiacente è più recente e presenta meno limiti metodici. Il valore di Health Canada, pari a 0.022 mg/(kgKG*giorno), consente di calcolare un valore di concentrazione di 0.77 mg/l, che è circa 4 volte inferiore a quello attualmente indicato nell’allegato 1 OSiti. Per questo motivo, la proposta di revisione prevede una riduzione del valore di concentrazione dell’etilbenzene a 0.8 mg/l.

Di norma l’etilbenzene è misurato quale componente della miscela BTEX, un’abbreviazione che indica gli idrocarburi aromatici benzene, tuluolo, etilbenzene e xilolo. Si tratta di composti organici volatili che evaporano facilmente e si presentano in forma gassosa già a temperatura ambiente. I BTEX si trovano in prodotti derivati dal petrolio come la benzina, i solventi e la plastica. Si riscontrano inquinamenti da BTEX principalmente nei pressi di raffinerie, distributori di carburante e altri luoghi che presentano serbatoi sotterranei o in superficie per il deposito di benzina e di altri prodotti petroliferi.

Dal punto di vista tossicologico, nei BTEX è determinante il benzene, il cui valore di concentrazione (0.01 mg/l) è 80 volte inferiore a quello dell’etilbenzene (0.8 mg/l). Pertanto, la riduzione non causa costi supplementari.

4.4 Aumento del valore di concentrazione dell’1,1-dicloroetilene

Il valore di concentrazione attuale dell’1,1-dicloroetilene si basa su un valore di riferimento dell’EPA risalente al 1999 (dose orale di riferimento [RfDo]) e si basa sul valore limite dell’acqua potabile nell’ordinanza sulle sostanze estranee e sui componenti (OSoE), attualmente non più in vigore. Nell’ordinanza sostitutiva dell’OSoE, vale a dire l’OPPD, la sostanza non figura più. Nel 2002 l’EPA ha rivalutato la sostanza, arrivando alla conclusione che la vecchia classificazione come sostanza cancerogena non era giustificata e aumentando così la RfDo a 0.05 mg/(kgKG*giorno). Da ciò risulta un valore di concentrazione arrotondato pari a 2 mg/l. Lo SCAHT sostiene l’argomentazione dell’EPA e raccomanda di modificare di conseguenza il valore di concentrazione.

Sebbene l’aumento di fattore 67 sembri considerevole, non ha nessuna ripercussione sui risanamenti già avvenuti. Finora l’1,1-dicloroetilene non è mai risultato essere la sostanza determinante per la scelta o l’entità dei provvedimenti di risanamento. Non si esclude, tuttavia, che possa diventare il caso in base