Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/67: Modifica dell’ordinanza sull’assicurazione contro la disoccupazione e dell’ordinanza concernente il rimborso delle casse di disoccupazione · 20 pagine

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deriva quindi che negli anni i collaboratori di tutte le casse hanno potuto ottenere un miglioramento dei salari sulla base dell’impegno e della produttività. Ribadisce inoltre che la correzione dei fattori esogeni non rispetta il principio della coesione nazionale e del federalismo in quanto comporta una remunerazione diversa delle stesse attività nei diversi Cantoni, dando così un brutto segnale. OCST chiede quindi di rinunciare alla correzione in funzione dei fattori di costo esogeni qualora questi generino una riduzione del valore obiettivo.

Travail.Suisse aggiunge che la struttura settoriale regionale potrebbe alterare notevolmente i salari medi e che pertanto, come previsto in altre assicurazioni sociali, occorre tenere conto dei salari comparativi rilevanti.

NE critica le basi di calcolo statistico: secondo un’analisi del servizio statistico del Cantone, i dati annuali utilizzati presentano infatti delle incongruenze. Per ZG e JU sono stati utilizzati anni di riferimento diversi, rendendo così impossibile una determinazione e una comparabilità pertinenti. È stato inoltre criticato il fatto che nei Cantoni VS e ZG, dal 2014, la rilevazione salariale è stata condotta unicamente basandosi su due anni, mentre in altri Cantoni sono stati presi in considerazione tre anni.

3.2.2.1.8 Malus (art. 11 AP-ORi-CAD)

L’UDC ritiene adeguato l’incentivo volto ad aumentare l’efficienza, ma richiama l’attenzione sul rischio che i casi vengano verificati con troppa poca accuratezza. Riuscire a bilanciare l’efficienza e la lotta agli abusi è però il compito dirigenziale di ogni CAD.

GE si esprime esplicitamente a favore della disposizione riportata al capoverso 2. AG chiede che la partecipazione alle spese venga ridotta dall’80 al 70 per cento, soprattutto perché il limite del malus è stato abbassato dal 20 per cento al 17 per cento. NE propone di limitare l’importo del malus, analogamente al bonus, a una somma di pari entità, poiché il rischio per il titolare è notevolmente superiore al guadagno derivante da un eventuale bonus. SSIC e USAM desiderano che, nel caso di una CAD che per almeno tre anni consecutivi supera il limite del malus, la partecipazione alle spese sia pari al 60 per cento. Travail.Suisse chiede una minore partecipazione alle spese da parte del titolare per le CAD private o una maggiore compensazione finanziaria della responsabilità del titolare come possibilità per attenuare le disparità; auspica inoltre ulteriori misure concrete per garantire una concorrenza equa tra le CAD.

GL, NW, SZ, TG, VAK e AUSL accolgono esplicitamente con favore il senso e lo scopo della norma di cui al capoverso 3. AI, BE, BS, GE, GL, NW, OW, TG, VS, ZH, VAK e AUSL criticano il fatto che, contrariamente all’obiettivo della disposizione, un solo anno economicamente negativo – ad esempio per cause non controllabili – possa comportare un malus se l’anno precedente non è stato superiore alla media. GE, GL, NW, TG, VAK e AUSL sottolineano che gli anni economicamente difficili potrebbero risultare da fattori oggettivi poco influenzabili, motivo per cui la disposizione dovrebbe essere adeguata. TG e VAK chiedono una precisazione della disposizione: le spiegazioni fornite non sono comprensibili. OW è dell’avviso che il valore medio non debba essere calcolato su due anni, bensì su tre. BS propone che venga applicato un malus solo se le spese amministrative per unità di prestazione rientrano nella zona del malus sia nell’anno contabile che nell’anno precedente.

SSIC e USAM suggeriscono invece di applicare immediatamente il malus se le spese amministrative per unità di prestazione in un anno contabile rientrano nella zona del malus.

La disposizione al capoverso 4 viene accolta con favore da AI, AR, GE, GL, OW, SZ, TG, VS e VAK. Questa disposizione è fondamentale perché consentirebbe di proteggere le risorse umane e la qualità dei servizi per le piccole CAD, che in tempi di crisi sarebbero particolarmente sotto pressione.