Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/2: Legge federale sulle operazioni spaziali · 17 pagine

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Numero del fascicolo: SBFI-631.5-04/2

il concetto di utilizzo. Anche per SSLF la definizione di «attività spaziale» non è abbastanza precisa e sarebbe invece più opportuno fondere i due concetti in un’unica nozione.

5.5. Art. 3 lett. d (Azienda)

Habeas Avocats considera problematico introdurre nell’avamprogetto di legge una definizione specifica di «azienda», escludendo in questo modo le persone fisiche dal campo di applicazione. Ciò potrebbe far sì che le persone fisiche che svolgono operazioni spaziali senza autorizzazione non siano soggette a vigilanza e non possano essere sanzionate.

5.6. Art. 3 lett. e (Operatore)

Gli studi legali VISCHER AG e Habeas Avocats, unitamente all’associazione ASDA/SVLR, criticano il fatto che la definizione di «operatore» contempla unicamente le aziende attive sulla base di un’autorizzazione rilasciata in virtù della presente legge. Infatti, ciò escluderebbe le società che operano senza autorizzazione dal campo di applicazione di alcune disposizioni, facendo sì che queste società non possano essere né sorvegliate né sanzionate. Per ARIS è necessario chiarire chi debba essere considerato l’operatore qualora un oggetto si trovi nello spazio o su un corpo celeste senza guida né controllo. Richiamarsi a chi ha «ordinato» il posizionamento dell’oggetto sarebbe, a suo giudizio, impreciso. Si pensi, ad esempio, alle «missioni rideshare»18 in cui non è chiaro se tale ruolo debba essere attribuito a chi commissiona il lancio o a chi lo esegue tecnicamente. SSLF richiama l’attenzione sulle attività svolte da sistemi autonomi, quali l’intelligenza artificiale, e propone di precisare che, anche in tali circostanze, la responsabilità ricade sull’operatore.

5.7. Art. 4 (Campo di applicazione)

SSLF propone di intitolare l’articolo «Campo di applicazione territoriale». Per quanto concerne le aziende che operano al di fuori del territorio svizzero (art. 4 lett. c), dovrebbe essere chiarito che si tratta di imprese svizzere. Andrebbe chiarito anche il concetto di «sede», ovvero se con esso s’intenda la sede statutaria o il luogo in cui si trova effettivamente la direzione aziendale. In questo modo si evitano incoerenze con gli articoli 5 e 21. Habeas Avocats propone infine di modificare la lettera a riferendosi ad operazioni spaziali svolte non «in» territorio svizzero, ma «dal» territorio svizzero.

5.8. Art. 5 (Esclusione dal campo di applicazione)

ASDA/SVLR esige l’inserimento al capoverso 1 dell’articolo 5 dell’obbligo di concludere con lo Stato estero un accordo che garantisca l’equivalenza della vigilanza. L’obbligo d’iscrizione nel registro spaziale dovrebbe inoltre essere formulato in termini più perentori. FR e Habeas Avocats ravvisano una contraddizione nel fatto che le aziende operanti in base ad un’autorizzazione rilasciata da uno Stato estero e quindi escluse dal campo di applicazione della legge continuano, secondo il rapporto esplicativo, ad essere assoggettate ad alcune norme svizzere in materia di responsabilità. Ciò genererebbe incertezza giuridica e potrebbe comportare una doppia responsabilità per le aziende svizzere in patria e all’estero. FR teme ripercussioni, quali costi elevati e un effetto dissuasivo sugli investimenti. Habeas Avocats propone di limitare la deroga di cui all’articolo 5 all’esonero dall’obbligo di autorizzazione, in quanto l’esercizio di una vigilanza efficace da parte di un’autorità estera risulterebbe di difficile attuazione. FR ritiene inoltre, insieme a SSLF, che il capoverso 1 dell’articolo 5 possa favorire il cosiddetto forum shopping19, che a sua volta potrebbe innescare una race to the bottom20. SSLF auspica inoltre chiarimenti sul rapporto tra la disposizione in questione e l’articolo 21 ed esprime perplessità sull’attuazione pratica del capoverso 2, considerando che la conclusione di trattati internazionali richiede solitamente tempi piuttosto lunghi. VISCHER AG raccomanda l’introduzione di una clausola restrittiva

18 Si tratta di missioni che prevedono il trasporto nello spazio di diversi satelliti da parte di un unico vettore. Una volta separatisi da quest’ultimo, i satelliti raggiungono orbite diverse. Oppure può trattarsi di diversi carichi utili riuniti in uno stesso satellite, che finiscono poi in un’orbita comune in quanto componenti del satellite.

19 Scelta mirata di uno Stato in cui un’azienda decide di registrare o far autorizzare le proprie operazioni spaziali, basandosi sulle condizioni quadro giuridiche più vantaggiose possibili.

20 Concorrenza al ribasso tra Stati in ambito normativo che consiste nell’allentare i requisiti per attrarre investimenti.