Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/2: Legge federale sulle operazioni spaziali · 17 pagine

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Numero del fascicolo: SBFI-631.5-04/2

precisare che per le attività radioamatoriali non commerciali non valgono gli stessi requisiti normativi che si applicano agli operatori commerciali o che almeno si preveda una procedura di autorizzazione agevolata.

5.12. Art. 9 (Condizioni per il rilascio dell’autorizzazione)

Osservazioni generali: secondo ASDA/SVLR gli articoli 9 e 11 disciplinano in parte la stessa fattispecie. Il rilascio delle autorizzazioni deve essere strutturato sul modello del diritto aeronautico, con rinvio alla legislazione comunitaria vincolante per la Svizzera. ZG invita a moderare il più possibile l’onere burocratico legato ai requisiti per il rilascio dell’autorizzazione. Poiché la nuova legge è volta ad accrescere l’attrattiva della Svizzera come polo per le attività spaziali, è fondamentale non imporre requisiti troppo severi. Si potrebbe infatti essere portati a credere che sia necessario redigere, in via preventiva, studi complessi e dispendiosi, opzione da respingere. L’azienda ClearSpace chiede di adottare un approccio differenziato nella valutazione delle missioni di in-orbit servicing che tenga conto del contributo netto di tali missioni alla sicurezza e alla sostenibilità dell’ambiente spaziale. Bisognerebbe quindi considerare anche i vantaggi sul piano operativo, ambientale e della sicurezza e promuovere tali servizi. VISCHER AG propone di sopprimere le lettere c (requisiti personali), j (assicurazione di responsabilità civile) e k (piano finanziario di emergenza). Tali requisiti avrebbero infatti un impatto marginale se non nullo sulla sicurezza. Si configurerebbero piuttosto come condizioni e/o oneri perentori. Eliminandoli, si resterebbe più aderenti al principio «solo il necessario, tutto il necessario» in materia di requisiti per l’autorizzazione.

Lett. a (requisiti di sicurezza): secondo SSLF, ASDA/SVLR e AR sarebbe opportuno menzionare espressamente nel testo di legge la cibersicurezza quale criterio imprescindibile.

Lett. b (diritto di disporre senza restrizioni degli oggetti spaziali): Habeas Avocats propone di introdurre un regime speciale di diritti reali sugli oggetti spaziali sulla falsariga della legislazione aeronautica, o di adattare la formulazione così da prevedere la possibilità di una cessione contrattuale del diritto di disporre senza restrizioni di tali oggetti.

Lett. c (requisiti personali): ASDA/SVLR e Habeas Avocats reputano giusto regolamentare l’assetto proprietario delle aziende spaziali o restringere la partecipazione alle operazioni spaziali alle imprese sotto il controllo svizzero. Per ASDA/SVLR vanno inoltre imposti requisiti più severi in materia di solidità finanziaria (p. es. disponibilità di mezzi economici sufficienti a portare avanti le operazioni per un numero minimo di mesi, p. es. 24 mesi, e un business plan di almeno tre anni).

Lett. e (stato della tecnica): ARIS esprime perplessità sul criterio dello «stato della tecnica», in quanto le norme pertinenti ai fini della disposizione in esame garantiscono un’altissima affidabilità degli oggetti spaziali. Tale esigenza è giustificata se si pensa a organizzazioni quali l’ESA e la NASA, che tradizionalmente conducono missioni con esperimenti scientifici molto costosi, talvolta con equipaggio e storicamente hanno dovuto affrontare spese di lancio estremamente elevate. È in questo contesto che hanno preso piede standard molto rigorosi per i componenti strutturali degli oggetti spaziali al fine di ridurre al minimo i rischi legati agli aspetti tecnico-scientifici delle missioni. Tali standard vanno però ben oltre il livello necessario per operare in sicurezza. Gli sviluppi più recenti, tra cui, in particolare, il (parziale) riutilizzo dei lanciatori, ma anche le missioni «rideshare» hanno fatto calare drasticamente i costi di lancio, con la conseguenza che gli operatori accettano più facilmente il fallimento della missione e che gli standard obsoleti non corrispondono più al profilo di rischio dei moderni operatori. Dovrebbe pertanto essere possibile valutare i rischi caso per caso, prendendo in considerazione gli aspetti concreti legati alla sicurezza, anziché esigere il rispetto di requisiti tecnici (potenzialmente superati). Questo approccio è particolarmente importante per il settore emergente del New Space, il cui vantaggio competitivo consiste soprattutto nello svincolarsi da tali norme superate. Solo in casi eccezionali bisognerebbe richiedere la consulenza tecnica di esperti esterni. Il criterio dello «stato della tecnica» andrebbe perciò eliminato o allentato. Anche ASDA/SVLR è del parere che lo «stato della tecnica» debba essere valutato tenendo conto della finalità dell’operazione spaziale. SSLF suggerisce di definire