Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/21: Ordinanza sull’intervento precoce intensivo in caso di disturbi dello spettro autistico (OIPIA) · 18 pagine
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Cpv. 2: l’IPI non deve però essere proseguito inutilmente. Di conseguenza, in casi ec- cezionali e giustificati dal punto di vista medico (p. es. se il bambino raggiunge gli obiettivi prefissati prima del previsto), la durata dell’IPI può essere ridotta.
Cpv. 3: il progetto pilota ha messo in evidenza due forme d’intervento che è oppor- tuno mantenere durevolmente. La prima forma è svolta dal personale dell’organizza- zione principalmente nell’organizzazione stessa e/o nei luoghi in cui il bambino vive, ovvero a casa, all’asilo nido, nel gruppo di gioco ecc. Questa forma, che è quella svolta in generale, è conforme alla regola secondo cui i provvedimenti sanitari presi a carico dall’AI devono essere forniti per principio agli assicurati stessi e non a terzi.
Cpv. 4: la seconda forma si svolge principalmente a distanza, dopo una breve fase in cui l’organizzazione si occupa di tutta la famiglia. In seguito sono i detentori dell’auto- rità parentale a effettuare l’intervento a domicilio, con un intenso sostegno del perso- nale dell’organizzazione, il quale supervisiona gli adulti che si occupano del bambino e interviene a distanza, in diretta o in un secondo momento, in base a video del bam- bino. Questa forma d’IPI, ammessa a titolo eccezionale (v. commento al cpv. 3), ri- sponde a bisogni specifici, per esempio quelli delle famiglie domiciliate lontano dai centri urbani.
Cpv. 5: nel quadro del progetto pilota sono stati definiti standard qualitativi dell’IPI8. Uno di questi standard riguarda l’intensità dell’intervento, che deve essere di almeno 15 ore alla settimana di lavoro con il bambino fornito dal personale dell’organizza- zione. Si tratta di un’intensità media, che può essere meno elevata all’inizio (fase in- troduttiva, quando il bambino è ancora molto piccolo) o alla fine dell’intervento (ridu- zione progressiva dell’accompagnamento). Queste 15 ore comprendono esclusiva- mente il lavoro svolto dal personale dell’organizzazione con il bambino, in presenza o in assenza dei detentori dell’autorità parentale o di altri partecipanti.
Cpv. 6: dalle esperienze maturate nel quadro del progetto pilota è emerso che l’inten- sità dell’IPI è un po’ meno elevata quando questo viene svolto principalmente a di- stanza, senza alcun impatto per la sua efficacia. Questa forma d’intervento implica in- fatti un maggiore coinvolgimento dei detentori dell’autorità parentale; l’intensità mi- nima richiesta si riduce quindi a 10 ore d’intervento alla settimana in media. Oltre alle ore di lavoro con il bambino fornito dal personale dell’organizzazione in presenza o meno degli adulti che se ne occupano, in queste 10 ore vengono contate anche le ore svolte con i detentori dell’autorità parentale, se si tratta di un lavoro effettuato in base a sequenze filmate del bambino.
8 Progetto IPI, fase 1, Rapporto del gruppo di lavoro sugli obiettivi di risultato e sui processi standard, Berna, 8 novembre 2019, pag. 10 segg., www.ufas.admin.ch > Assicurazioni sociali > Assicurazione invalidità AI > Informazioni di base & legislazione > Le prestazioni > Progetti pilota per promuovere l’integrazione (Art. 68quater LAI) > Progetti in corso > Progetto pilota «Intervento precoce intensivo per i bambini affetti da autismo infantile».