Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/21: Ordinanza sull’intervento precoce intensivo in caso di disturbi dello spettro autistico (OIPIA) · 18 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 7Fedlex · Rapporto esplicativo

Art. 7 Proroga dell’IPI

Una volta terminati i due anni di IPI, vengono talvolta adottati provvedimenti d’inten- sità minore quale proroga dell’intervento, al fine di consolidare i risultati raggiunti ed evitare, per esempio, che i progressi del bambino vengano vanificati prima che inizi a frequentare la scuola. A volte, occorre anche accompagnare il bambino in un nuovo ambiente, dato che le transizioni costituiscono generalmente una difficoltà particolare per i bambini in questione.

Proroghe di questo genere sono importanti per consolidare l’efficacia dell’IPI. La loro componente medica sarà presa a carico dall’AI con un importo forfettario (ridotto) ver- sato per mese di proroga per un anno al massimo (art. 12) e soltanto se la proroga comprenderà almeno un’ora alla settimana di lavoro con il bambino da parte del per- sonale dell’organizzazione. Eventuali provvedimenti adottati dall’organizzazione, ad esempio per sensibilizzare gli insegnanti sulle peculiarità dell’autismo, non sono in- clusi in questa ora d’intervento, poiché si tratta di un compito di competenza canto- nale.

Art. 8 Partecipanti all’IPI

Gli importi forfettari dell’AI sono tesi a coprire le spese dei provvedimenti sanitari ese- guiti nel quadro dell’IPI destinati agli assicurati (lett. a) per i quali una diagnosi di di- sturbo dello spettro autistico è stata confermata secondo l’ordinanza del DFI del 3 no- vembre 20219 sulle infermità congenite, allegato, numero 405.

Il bambino deve inoltre essere annunciato all’ufficio AI del suo Cantone di domicilio (lett. b). Spetta infatti all’ufficio AI stabilire se questi disponga o meno della qualità di assicurato.

L’IPI richiede un investimento notevole ed è destinato ai bambini i cui disturbi neces- sitano di misure molto intense. Secondo gli esperti partecipanti al progetto pilota, non è però possibile stabilire un grado di gravità dei sintomi che valga per tutti i bambini in modo da garantire un’allocazione efficace delle risorse. A giustificare il ricorso all’IPI è talvolta la gravità dei disturbi dello spettro autistico e altre volte la gravità delle limita- zioni funzionali o delle limitazioni dello sviluppo intellettivo (lett. c).

Inoltre, il bambino non deve presentare comorbidità per le quali un IPI è controindi- cato o che lo renderebbero impossibile (lett. d). Per esempio, un bambino con nume- rose crisi epilettiche potrebbe difficilmente seguire un programma così intenso.

9 RS 831.232.211