Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/27: Tassa sul chilometraggio dei veicoli elettrici / Imposta sulla corrente di ricarica dei veicoli elettrici · 152 pagine
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ricarica in base ai requisiti, se utilizzati anche in seguito per la ricarica di veicoli immatricolati non soggetti all’imposta forfettaria;
• obbligo di dotazione: gli impianti di ricarica installati a partire dal 2030 devono essere equipaggiati
secondo i requisiti.
Costi dell’adeguamento
Molti impianti di ricarica sono già in funzione o saranno installati prima dell’entrata in vigore della nuova legge. La maggior parte non risponderà ai requisiti tecnici necessari per la riscossione dell’imposta. Dovranno dunque essere adeguati o, eventualmente, sostituiti per continuare a garantire l’utilizzo conforme alla legge. Attualmente si stima che saranno interessati circa 750 000 impianti (o punti di ricarica).
Nella figura seguente sono riportati i casi possibili e i costi implicati dall’adeguamento. Si tratta di una stima dei costi basati sulle conoscenze attuali. I costi totali effettivi dipendono da tre fattori: (1) l’effettiva evoluzione del numero di punti di ricarica, (2) la loro dotazione (con contatori certificati e le interfacce di comunicazione) nonché (3) i costi effettivi dei contatori certificati, delle interfacce di comunicazione o di nuove stazioni di ricarica a partire dal 2030. È previsto che, a partire dal 2030, l’adeguamento sia ripartito su quattro anni (2030–2033).
Figura 31: Interventi di adeguamento necessari e relativi costi
(in fr.) (numero) (in mio. fr.)
Intervento Costi per Punti di Costi totali unità ricarica adeguamento Installazione a posteriori di contatore certificato 250.00 96 32624
Installazione a posteriori di interfaccia di comuni- 250.00 366 03992
cazione Installazione a posteriori di contatore e interfaccia 250.00 77 06120
Sostituzione dell’intera stazione di ricarica 1500.00 192 652288
Totale --- 732 077424
Non è previsto alcun obbligo di dotazione o di adeguamento per gli impianti presso i quali non sono ricaricati veicoli imponibili.
Ai gestori di impianti di ricarica sarà comunicato con sufficiente anticipo a partire da quando entreranno in vigore i requisiti affinché abbiano tempo sufficiente per adeguarsi. Ciò garantisce che gli impianti di ricarica dispongano della dotazione adeguata al momento dell’introduzione dell’imposta.
Questi requisiti tecnici minimi nonché le altre caratteristiche, dotazioni e funzionalità che i dispositivi di misurazione devono soddisfare saranno successivamente disciplinati in un’ordinanza e/o nella documentazione del settore tenendo conto della legislazione federale sulla metrologia.
Panoramica della soluzione per la riscossione
La corrente di ricarica come base di calcolo dell’imposta viene rilevata direttamente sull’impianto di ricarica.
GRD come attori primari: l’imposta è riscossa dai gestori delle reti elettriche (gestori delle reti di distribuzione, GRD). Questa soluzione appare percorribile poiché già oggi i GRD riscuotono generalmente almeno il corrispettivo per l’utilizzazione della rete dai consumatori finali. Dal momento che gli impianti di ricarica si trovano normalmente dietro il punto di misurazione dell’allacciamento alla rete determinante per la fatturazione del corrispettivo per l’utilizzazione della rete, in linea di principio ogni chilowattora misurato separatamente su un impianto di ricarica può essere attribuito al titolare del collegamento alla rete. Con l’imposta sulla corrente di ricarica il gestore dell’impianto di ricarica o il consumatore finale versano ai GRD non solo il corrispettivo per l’utilizzazione della rete, ma anche l’imposta in questione. La riscossione si basa quindi su strutture e processi esistenti. A seconda dello scenario, si prevede che saranno installati circa 1–3 milioni di impianti di ricarica privati entro il 2035. Il loro numero elevato sottolinea la necessità di basarsi su strutture e processi consolidati per la riscossione dell’imposta, con l’obiettivo di ridurre al minimo la complessità e i costi d’esecuzione.