Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/84: Introduzione di una giornata informativa obbligatoria per le Svizzere: revisione parziale della Costituzione federale nonché delle relative disposizioni di legge · 18 pagine

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termine, questo porterà a una migliore comprensione della politica di sicurezza nella società.

5.5 Ripercussioni per l’ambiente

La prevista introduzione di una giornata informativa obbligatoria per le Svizzere non ha alcuna ripercussione sull’ambiente.

6 Aspetti legali

6.1 Costituzionalità

L’introduzione di una giornata informativa obbligatoria per le Svizzere richiede una nuova base costituzionale (cfr. n. 3.1.1). L’obbligo costituisce, infatti, un nuovo dovere civico e richiede, pertanto, una modifica della Cost. In tal senso, il nuovo articolo 59 capoverso 2 Cost. crea la necessaria base costituzionale.

La manifestazione informativa per le donne rappresenta un’ingerenza nella libertà di movimento ai sensi dell’articolo 10 capoverso 2 Cost. La restrizione soddisfa i requisiti dell’articolo 36 Cost. e viene disciplinata a livello della Costituzione e della legge militare (art. 8 LM). La limitazione della libertà di movimento si giustifica in base all’interesse pubblico, ovvero all’incremento della quota di donne nell’esercito e alla garanzia di un sufficiente apporto di personale. La misura può, inoltre, essere ritenuta idonea, necessaria e appropriata per raggiungere gli obiettivi auspicati (vedi n. 3.1.1).

6.2 Conciliabilità con gli impegni internazionali della Svizzera

Le modifiche previste sono conciliabili con gli impegni di diritto internazionale della Svizzera e non creano nuovi obblighi per la Confederazione nei confronti di altri Stati od organizzazioni internazionali. Sono, inoltre, compatibili con il diritto europeo vigente o quello in corso di elaborazione, nonché con le raccomandazioni pertinenti in materia di protezione dei diritti umani (Consiglio d’Europa, ONU). Due obblighi internazionali che sono direttamente interessati dalla modifica costituzionale sono discussi in dettaglio di seguito.

6.2.1 Risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza dell’ONU

La risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su donne, pace e sicurezza è stata adottata all’unanimità dal Consiglio di sicurezza dell’ONU il 31 ottobre 2000. Oltre alla protezione dei diritti delle donne contro la violenza di genere nei conflitti armati, la risoluzione e quelle successive chiedono in particolare una maggiore partecipazione delle donne ai processi di pace, l’integrazione delle questioni femminili nelle missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite e il coinvolgimento paritario delle donne nei contingenti militari e civili. Nel 2007, la Svizzera si è impegnata ad attuare questa risoluzione e le relative risoluzioni successive con un Piano d’azione nazionale 1325 (PAN 1325), sia nella politica estera che nella politica interna.