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Consultazione 2026/60: Ratifica e attuazione dell’Accordo internazionale nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, relativo alla conservazione e all’uso sostenibile della biodiversità marina delle zone non soggette a giurisdizione nazionale (Accordo per la protezione dell’alto mare) · 60 pagine
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Accordo, nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, relativo alla conservazione e all’uso sostenibile della biodiversità marina delle zone non soggette a giurisdi- zione nazionale
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riguarda la zona economica esclusiva e la piattaforma continentale entro e oltre le 200 miglia nautiche.
2. Il presente accordo è interpretato e applicato in modo da non compromettere gli strumenti e i quadri giuridici pertinenti né gli organismi mondiali, regionali, subregio- nali e settoriali competenti e da promuovere la coerenza e il coordinamento con tali strumenti, quadri e organismi.
3. Il presente accordo lascia impregiudicato lo status giuridico dei soggetti che non sono parti della Convenzione o di qualsiasi altro accordo correlato per quanto riguarda i suddetti strumenti.
Art. 6 Utilizzo non pregiudizievole
Il presente accordo, comprese le decisioni o le raccomandazioni della Conferenza delle parti o di uno dei suoi organi ausiliari, nonché gli atti, le misure o le attività intraprese in virtù dello stesso, non pregiudicano né possono essere invocati come base per far valere o negare rivendicazioni di sovranità, diritti di sovranità o di giuri- sdizione, anche in relazione a eventuali controversie in materia.
Art. 7 Principi e approcci generali
Per conseguire gli obiettivi del presente accordo, le parti si ispirano ai principi e agli approcci seguenti:
a) il principio «chi inquina paga»;
b) il principio del patrimonio comune dell’umanità enunciato dalla Conven- zione;
c) la libertà della ricerca scientifica marina, insieme ad altre libertà riguardanti l’alto mare;
d) il principio di equità e di giusta ed equa ripartizione dei benefici;
e) il principio di precauzione o l’approccio precauzionale, a seconda dei casi;
f) un approccio ecosistemico;
g) un approccio integrato alla gestione degli oceani;
h) un approccio che sviluppi la resilienza degli ecosistemi, anche agli effetti ne- gativi dei cambiamenti climatici e dell’acidificazione degli oceani, e che man- tenga e ripristini anche l’integrità degli ecosistemi, compresa la funzione del ciclo del carbonio a sostegno del ruolo di regolamentazione climatica degli oceani;
i) l’uso delle migliori conoscenze e informazioni scientifiche disponibili;
j) l’uso delle conoscenze tradizionali pertinenti delle popolazioni autoctone e delle comunità locali, se esistenti;