Rapporto esplicativo

Consultazione 2005/106: Revisione totale dell'ordinanza sulla protezione degli animali · 79 pagine

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La lettera c vieta l’uso di anelli elastici e di sostanze corrosive per l’asportazione degli abbozzi cornei. Gli anelli elastici sono del tutto inadeguati per tale operazione poiché possono causare brutte infezioni. Gli aghi e le paste corrosive causano spesso ferite nell’area circostante l’abbozzo corneo e provocano dolori persistenti.

La lettera d vieta l’uso di pesi per modificare la posizione delle corna. Questa misura pregiudica notevolmente la normale posizione del capo, l’igiene corporale e le possibilità di movimento e spesso gli animali non sono neppure ammessi al pascolo. A volte si riscontra addirittura un’atrofia della muscolatura cervicale. I guida corna tradizionali non sono oggetto del divieto.

Secondo la lettera e l’applicazione di anelli nel frenulo della lingua e altri interventi alla lingua sono vietati. Simili interventi tentano di impedire, ad esempio, che gli animali si succhino reciprocamente o che arrotolino la lingua. Tuttavia, essi impediscono comportamenti naturali quali l’assunzione di foraggio grezzo o le cure del corpo. Pertanto, invece di trattare i sintomi, occorre piuttosto indagare sulle cause del fenomeno (allevamento e alimentazioni adeguati all’animale).

La lettera f vieta interventi al pene dei tori utilizzati per evidenziare i calori quali la deviazione o l’immobilizzazione chirurgica del pene o del prepuzio. Il metodo più adatto per la sterilizzazione dei tori è la vasectomia che non influisce sul comportamento sessuale di tali animali.

La lettera g vieta la marchiatura a freddo o caldo. Il bestiame bovino è provvisto di marchi auricolari per cui un qualunque altro metodo di marchiatura che provochi dolori all’animale non è giustificato.

La lettera h vieta la decornazione dei bufali.

Art. 198 Pratiche vietate sui suini

L’articolo 198 elenca le pratiche vietate sui suini.

La lettera a vieta la caudotomia nei suini. Questo intervento, che dal 1997 è ammesso solo con l’anestesia, è eseguito allo scopo di impedire che nei primi giorni di vita i lattonzoli si morsichino la coda. Le attuali conoscenze circa il fenomeno del cannibalismo della coda nei suini consentono, tuttavia, di rinunciare tranquillamente all’amputazione della coda. E’ però essenziale che le disposizioni dell’ordinanza sulla protezione degli animali in materia di detenzione dei suini siano rispettate e che, laddove il rischio di questa forma di cannibalismo è concreta, la detenzione sia adeguata alle esigenze degli animali (occupazione e spazio sufficienti, quantità minima di gas nocivi nell’aria della stalla). Non è ammissibile che per prevenire la morsicatura della coda siano gli animali a dover essere adeguati a sistemi di detenzione non rispettosi dell’animale. Semmai è la detenzione a dover essere impostata in modo da impedire che tale fenomeno si manifesti. Nel caso in cui la recisione della coda sia motivata da un parere medico, essa dovrà essere eseguita sotto anestesia da un veterinario.

La lettera b vieta la resezione dei denti dei lattonzoli. Questo intervento può portare alla frantumazione della radice del dente, all’apertura della cavità dentale e al ferimento della gengiva e della mucosa boccale. Possono derivarne infiammazioni purulente della mascella, infiammazioni alle articolazioni e un rallentamento del processo di sviluppo. Le esperienze fatte dagli allevatori negli ultimi anni dimostrano che, in generale, l’intervento non è necessario. Conformemente all’articolo 174 capoverso 2 lettera g, invece, la levigatura della punta dei denti dei lattonzoli resta consentita senza anestesia.

La lettera c vieta l’applicazione di anelli nasali, graffe o fili metallici nel grugno. Attualmente la posa di questi oggetti è ancora consentita a condizione, tuttavia, che l’animale sia anestetizzato. Il grugno dei suini è un organo estremamente sensibile poiché presenta un’elevata densità di corpuscoli tattili. Anche se il bordo del grugno è costituito da uno spesso strato corneo, i ganci e i fili che lo attraversano si trovano a poggiare su tessuti particolarmente sensibili. In più, questi strumenti non consentono ai suini di grufolare normalmente. Altrettanto problematica, e dunque inammissibile, è l’applicazione di anelli nel setto nasale poiché anche questi ostacolano il normale comportamento (grufolare) di questi animali. Un’adeguata gestione del pascolo (accesso limitato nel tempo, pascolo avvicendato) consente comunque la detenzione all’aperto.