Rapporto sui risultati

Consultazione 2005/106: Revisione totale dell'ordinanza sulla protezione degli animali · 112 pagine

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rinario o per motivi medici). NW, OW, SZ, TG e UR, unitamente a BVAG, KBUR, LOBAG, SBV,

SOBV, SRP e ZHBV, chiedono che nella lettera a sia prevista una deroga in casi specifici nei quali recidere la coda consenta la prevenzione o la cura di malattie. GR e GL chiedono che sia vietato unicamente eliminare l’acqua in maniera “eccessiva” o “completamente” (lett. b), poiché di fatto questa tecnica agevola la messa in asciutta.

SVDPA chiede lo stralcio della lettera c e il divieto generalizzato di scornare i bovini. Anche DVBDL è dello stesso parere e chiede di adeguare in proporzione le dimensioni delle stalle. Questo poiché le corna non sarebbero solo un ornamento bensì un elemento importante per il comportamento sociale e in relazione alla cura corporea. La lettera f viene accolta positivamente da OTW.

SWBZV chiede lo stralcio della lettera h, poiché i bufali con le corna danneggiano il terreno nelle zone scoscese; inoltre, se vengono detenuti al pascolo insieme alle vacche occorre garantire una parità di rango in caso di lotta ed è necessario ridurre il potenziale di pericolo nel trattamento di questi animali.

Art. 198 Pratiche vietate sui suini

AGORA e CAGRBJ chiedono che sia introdotta una deroga ai sensi dell’articolo 65 capoverso 1 dell’Ordinanza sulla protezione degli animali attualmente in vigore (ovvero secondo il giudizio del veterinario o per motivi medici). AI, NW, OW, SZ, UR, unitamente a BVAG, KBUR, LOBAG, SBV, SOBV e ZHBV, chiedono che nella lettera a (divieto di recidere la coda) sia prevista una deroga in casi specifici nei quali questa operazione sia necessaria per prevenire o curare malattie. BFO, BL e KTBL chiedono lo stralcio della lettera c; in caso contrario, infatti, si teme l’abbandono della detenzione all’aperto di suini da parte di singole aziende.

Art. 199 Pratiche vietate su ovini e caprini

SVDPA e TVKFR si pronunciano a favore del divieto di recidere la coda alle pecore. ATSV, DVBTO, FFVFF, GPS, GWS, STS, STVV, TSBB, TSCHBD, VFAFI e VPSFT appoggiano il divieto, chiedendo per lo meno l’obbligo dell’anestesia. Anche KAGFL aderisce all’istanza, ma chiede di ammettere deroghe per le pecore all’alpeggio.

GR, SVWM, TVKFR e VSKT chiedono che sia vietato scornare i capretti. GST, KTFR e SO si fanno promotori di una deroga nel caso la decisione sia motivata da un parere medico. DVBDL chiede di adeguare in proporzione le dimensioni delle stalle e richiama l’attenzione sul significato delle corna nel comportamento sociale e in relazione alla cura corporea. SZZV, viceversa, esprime un parere nettamente contrario verso il divieto di decornazione. Sussisterebbe infatti un serio pericolo di ferimento per i ragazzini che accudiscono le capre.

Art. 200 Pratiche vietate sui volatili domestici

(Nessuna osservazione)

Art. 201 Pratiche vietate sui cavalli

In molti pareri si avanza la proposta di sostituire “Pferde” con “Pferdegattung” e “Schwanzrübe” con “Schweifrübe” (versione tedesca).

GST, SVPM, VetDA, VPFE, UNIBEIT e VPHWZ propongono formulazioni più precise per le lettere b -

d. Andrebbe vietata l’induzione di posizioni innaturali degli zoccoli, poiché di fatto la semplice modifica, in senso positivo, viene effettuata ogni volta che interviene il maniscalco; da vietare sarebbe inoltre il fissaggio alle membra di mezzi ausiliari che causano dolore.

Numerose organizzazioni specializzate (168) appoggiano il divieto della marchiatura a caldo o a freddo (cpv. 201 lett. f). Grazie alla ormai prossima introduzione dell’obbligo di applicare un microchip, il marchio sulla pelle è ormai superfluo; per contro, la marchiatura degli zoccoli, se eseguita a regola d’arte, non comporterebbe alcun aggravio per gli animali e non dovrebbe quindi essere vietata. AI,

AG, BVAG, CLS, FSERFM, SBV, SOBV e ZHBV chiedono di stralciare il divieto, perché rappresenterebbe uno svantaggio competitivo per quanti acquistano cavalli ai fini dell’allevamento successivo e perché nell’UE il marchio a fuoco è ammesso. Secondo JU, KTJU e UNZHNT ciò comporterebbe il parallelo divieto di importare razze di particolare rilievo e rischierebbe di determinare la perdita di un marchio di qualità nazionale. VetDA chiede di prevedere una deroga per l’esercito, in quanto disporrebbe della necessaria competenza specialistica e non effettuerebbe in nessun caso l’intervento in

168 ASRE, FGEE, GST, PSMHC, SVBR, SVOV, SVPM, SVPS, UNBPK, VPFE, VPHWZ, ZKV, ZKV