Rapporto sui risultati
Consultazione 2005/93: Adattamento dell'aliquota minima di conversione nella previdenza professionale · 28 pagine
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• BL e USS ritengono che per determinare l’aliquota di conversione si debba tenere conto delle basi
tecniche, dei rendimenti e delle spese amministrative delle casse pensioni, ma non dei corrispondenti parametri delle compagnie assicurative che operano volontariamente nell’ambito previdenziale. Non si deve abusare dell’aliquota di conversione per garantire rendimenti minimi a queste compagnie.
• GE non è interessato dall’adeguamento perché il suo istituto di previdenza è una cassa gestita se-
condo il primato delle prestazioni.
• JU segnala anche la performance dei patrimoni previdenziali nel 2005, che è stata mediamente del
13%.
Argomenti degli altri partecipanti contrari:
• PS, PCS, i Verdi, USS, sic Svizzera, Travail. Suisse ed Ebenrain sottolineano che senza misure
d’accompagnamento sarebbe aggirato l’obiettivo di politica sociale della prima revisione LPP. Riduzioni così ravvicinate minerebbero la fiducia nel secondo pilastro. Gli assicurati che andranno in pensione prossimamente verrebbero a sapere poco prima che le loro rendite sono inferiori al previsto, il che avrebbe ripercussioni permanenti sulla loro fase di vita successiva, perché per motivi finanziari la maggior parte di loro non sarebbe più in grado di aumentare adeguatamente il capitale di vecchiaia. La riduzione graduale decisa nel quadro della prima revisione LPP, volutamente piuttosto lenta, risulterebbe così neutralizzata.
• A causa delle ripercussioni sociopolitiche, per le assicurazioni sociali deve valere il principio “chi
va piano, va sano e va lontano” (USS, Ebenrain). La riduzione riguarderebbe solo i lavoratori che percepiscono salari medio-bassi, ovvero quella parte della popolazione che già oggi dispone di un budget piuttosto ristretto (PS, USS, sic Svizzera).
• L’aliquota minima di conversione non può dipendere da fluttuazioni a breve termine dei tassi
d’interesse. Quando i rendimenti erano più elevati, l’aliquota non è stata aumentata. Lo stesso principio deve dunque valere anche adesso (PS, USS, sic Svizzera, Travail.Suisse, Ebenrain). Per l’Associazione dei comuni svizzeri e la IG autonome Sammelstiftungen i periodi presi in esame sono troppo brevi per dedurre che a lungo termine i rendimenti tenderanno chiaramente ad essere inferiori al 4,5 per cento.
• Per il PS la riduzione non è necessaria, mentre per i Verdi è troppo affrettata e irresponsabile sul
piano sociale. Per PCS e Travail Suisse è prematura, eccessiva e troppo rapida: qualora fosse accettata la proposta, nel giro di quattro anni lo stesso capitale di vecchiaia darebbe diritto a rendite del 10 per cento inferiori. I Verdi sottolineano inoltre che per la maggior parte dei lavoratori è impossibile compensare in cosi poco tempo la riduzione tramite un aumento del capitale di vecchiaia. Negli ultimi tempi, gli utili delle casse pensione sono drasticamente migliorati (PS, CSA). USS e sic Svizzera ritengono troppo pessimiste le aspettative di rendimento.
• Per il PS è errato tenere conto delle spese amministrative. Ciò contraddirebbe le disposizioni della
prima revisione LPP, che prevede una ripartizione dei premi, degli accrediti di vecchiaia, dei costi di rischio e delle spese amministrative.
• PS, USS, sic Svizzera, Travail.Suisse ed Ebenrain sono dell’avviso che l’aliquota minima non deb-
ba avere la funzione di assicurare rendimenti garantiti agli assicuratori sulla vita (anche PCS e AR-PIP sono della stessa opinione). Per l’aspettativa di rendimento ci si deve dunque basare su un mix d’investimento (qualsiasi strategia d’investimento ragionevole deve comprendere anche azioni e altri valori reali) e non puntare solo su obbligazioni di Stato deducendo un “margine di sicurezza”. Per determinare l’aliquota non si può tener conto dei costi per il versamento delle rendite (PS).
PCS, Associazione dei comuni svizzeri e IG autonome Sammelstiftungen chiedono (riferendosi all’Indice LPP93 Pictet) che vengano prese in considerazione tutte le categorie d’investimento. A medio e a lungo termine, i singoli investimenti dell’indice hanno ottenuto rendimenti superiori al 4 per cento (come ricordato anche da Pittet). La FER menziona che fra il 1985 e il 2005 l’indice ha avuto un rendimento medio del 6,4 per cento.
• Facendo riferimento ai dati LPP 2005 più recenti, l’Associazione dei Comuni Svizzeri e la IG au-
tonome Sammelstiftungen ritengono prematuro continuare a partire dal presupposto che la speranza di vita aumenti annualmente dello 0,4-0,5 per cento. Per FER, un aumento della speranza di vita di