Rapporto sui risultati

Consultazione 2005/93: Adattamento dell'aliquota minima di conversione nella previdenza professionale · 28 pagine

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3 Riassunto

La ripartizione dei pareri favorevoli/contrari all’ulteriore riduzione dell’aliquota minima di conversione segue in modo abbastanza uniforme lo schema Est (= favorevoli) / Ovest (= contrari), con una maggioranza dei Cantoni che approva l’avamprogetto. Le opinioni dei partiti rispecchiano la suddivisione nei tre schieramenti politici. Contrariamente ai partiti di centro e di destra, i partiti di sinistra e le associazioni loro vicine respingono l’avamprogetto. A loro modo vedere, la riduzione proposta è prematura, eccessiva e troppo rapida. Le organizzazioni attive nell’ambito della previdenza professionale e gli ambienti specializzati sono perlopiù favorevoli alla riduzione al 6,4 per cento. Le assicurazioni e gli ambienti loro vicini vorrebbero una riduzione ancora maggiore. Tra i sostenitori

dell’avamprogetto, la maggioranza approva anche la riduzione in quattro tappe.

La presentazione di rapporti ad intervalli di cinque anni è approvata dalla grande maggioranza dei partecipanti, anche se alcuni di essi sono disposti ad accettarla unicamente se non determinerà automaticamente ulteriori riduzioni dell’aliquota minima. Ritengono infatti che la riduzione dell’intervallo potrebbe tradursi in un implicito obbligo all’adeguamento. Gli oppositori auspicano il mantenimento dell’attuale scadenza decennale per la presentazione dei rapporti, poiché temono che con la riduzione dell’intervallo si darebbe un’importanza eccessiva alla congiuntura dei mercati finanziari.

A parte qualche eccezione, i sostenitori della riduzione dell’aliquota minima di conversione approvano anche la rinuncia a misure d’accompagnamento. Le voci contrarie che si esprimono in merito esigono una compensazione integrale.

Praticamente incontestate sono anche la proposta di adeguare automaticamente l’età di pensionamento ordinaria della LPP a quella dell’AVS e quella di adeguare automaticamente gli accrediti di vecchiaia.

Alcuni partecipanti si chiedono se la determinazione dell’aliquota minima di conversione non vada affidata nuovamente al Consiglio federale. Altri chiedono di valutare (perlomeno a medio termine)

l’eventualità di rinunciare ad un’aliquota minima fissa.

4 Osservazioni generali

4.1 Cantoni

Modifica redazionale proposta da SZ. Nel n. 3.1 del rapporto va precisato che a causa di misure di compensazione (facoltative) si devono prevedere versamenti di contributi più elevati (regolari o unici), che causeranno perdite fiscali. Una riduzione dell’aliquota di conversione provoca dunque sempre una riduzione del gettito fiscale.

OW, GL e AR giudicano che i costi siano sostenibili sia per gli assicurati che per l’ente pubblico. Il rischio di un aumento delle prestazioni complementari è ritenuto modesto. Secondo AR, grazie al continuo miglioramento delle prestazioni del 2° e del 3° pilastro il numero dei beneficiari di PC non dovrebbe aumentare. VD e GE segnalano invece che le proposte dell’avamprogetto porterebbero ad una riduzione delle rendite di un gran numero di assicurati e che sarebbero poi i Cantoni a doverne sopportare le conseguenze.

GL trova seccante che alla fine del mese in cui è entrata in vigore la terza parte della 1a revisione della LPP si tenga già una nuova procedura di consultazione su questioni che erano state discusse o per le quali era già stata trovata un’esplicita soluzione normativa proprio in quel contesto.

SO, BS, SH, AI, SG, GR e TG si interrogano se sia necessario che l’aliquota di conversione sia stabilita nella legge stessa e preferirebbero invece che la sua determinazione tornasse ad essere di competenza del Consiglio federale. Qualora in futuro fosse introdotto un sistema di autodisciplina abbinato al potenziamento della vigilanza e dell’alta vigilanza, questi Cantoni ritengono necessaria l’applicazione di un’unica aliquota di conversione.