Rapporto sui risultati
Consultazione 2005/93: Adattamento dell'aliquota minima di conversione nella previdenza professionale · 28 pagine
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4.2 Partiti rappresentati nell’Assemblea federale
Il PPD chiede una panoramica delle riforme nel 1° e nel 2° pilastro, che rafforzerebbe la fiducia della popolazione, ed esorta il Consiglio federale a tenere conto in questo contesto del postulato “Modifica del calcolo degli accrediti di vecchiaia LPP in modo da non sfavorire i salariati più anziani”, accolto dal Parlamento. È inoltre del parere che i parametri tecnici del 2° pilastro vadano adeguati e che la determinazione dell’aliquota di conversione, parametro fondamentale del sistema di capitalizzazione, debba essere di competenza dello Stato. È invece contrario alla libertà di stabilire l’aliquota.
Secondo il PLR, l’aliquota minima di conversione è per principio un valore che può essere stabilito in modo affidabile per ogni classe d’età in base a dati demografici. A suo modo di vedere, per la politica è invece alquanto difficile fare previsioni riguardo ai futuri tassi d’interesse tecnici. Date queste premesse dubita pertanto che sia ragionevole e utile affidare alla politica la determinazione dell’aliquota di conversione. Visto che i parametri su cui si basa quest’ultima non possono essere influenzati a livello politico, il PLR chiede di valutare seriamente l’eventualità di rinunciare, a medio termine, alla determinazione di un’aliquota di conversione fissa. La fissazione dell’aliquota mediante un confronto tra l’offerta e la domanda del mercato e sulla base di dati effettivi sulle classi d’età e dei rendimenti conseguiti è ritenuta quantomeno un possibile scenario. Secondo il PLR è indispensabile depoliticizzare i parametri vigenti, se si vuole applicare in modo credibile il principio dell’equità intergenerazionale. A causa del peggioramento delle prospettive di rendimento a lungo termine sui mercati finanziari si ritiene ormai necessaria un’ulteriore riduzione dell’aliquota di conversione. Non si tratta minimamente di togliere qualcosa alla generazione dei pensionati, bensì di gettare tempestivamente le basi per un potenziamento e ampliamento delle componenti del nostro sistema dei tre pilastri fondate sul principio della responsabilità individuale.
L’UDC approva l’avamprogetto, in quanto è volto ad adeguare i parametri attuariali alla situazione reale, ma lo ritiene soltanto una soluzione intermedia. Il sistema della previdenza professionale andrebbe sottoposto ad un’analisi critica generale e si dovrebbe valutare se sia proprio necessario fissare nella legge parametri quali l’aliquota minima di conversione e il tasso d’interesse minimo. Ci si deve soprattutto chiedere se non sarebbe meglio snellire la LPP e potenziare la concorrenza tra gli istituti di previdenza. Per l’UDC è chiaro che il legislatore non è in grado di procedere agli adeguamenti necessari con sufficiente flessibilità. Tale rigidità della politica sarebbe all’origine di trasferimenti finanziari tra le generazioni e tra assicurati ed assicurati. L’UDC ritiene pertanto che il Consiglio federale dovrebbe valutare la possibilità di togliere dalla LPP qualsiasi riferimento concreto a parametri attuariali. Le continue discussioni sul tasso d’interesse tecnico, il tasso d’interesse minimo e l’aliquota minima di conversione mostrano chiaramente che i parametri attuariali (e quindi anche le rendite) non dovrebbero essere determinati dal legislatore, bensì da un’intensa concorrenza tra le imprese assicurative. In questo modo il sistema della previdenza professionale acquisirebbe la flessibilità necessaria per reagire in modo più rapido all’aumento della speranza di vita e ai cambiamenti sui mercati finanziari.
L’aliquota di conversione sarebbe inoltre fissata in modo da non costituire riserve troppo elevate a scapito dei beneficiari di prestazioni. Eventuali eccedenze andrebbero ripartite tra gli assicurati.
Il PS respinge l’avamprogetto paragonando il modo di procedere ad uno “zigzag” scoordinato. A suo modo di vedere, la riduzione precipitosa e scoordinata delle prestazione non contribuirà a rafforzare la fiducia della popolazione nel 2° pilastro. Obietta Inoltre che la funzione dell’aliquota di conversione non è quella di procurare rendimenti garantiti alle compagnie assicurative.
4.3 Altri partecipanti alla consultazione
L’Associazione dei Comuni svizzeri, che ritiene prematuro l’avamprogetto, sottolinea il proprio interessamento diretto in qualità di fondatrice della cassa pensioni COMUNITAS. Il Vorsorgeforum segnala che alcune delle associazioni che lo compongono (ASIP, ASA, Camera svizzera dei periti in materia di casse pensioni, Swiss Banking)hanno assunto una posizione non del tutto identica.
La maggioranza dei membri dell’Unione delle città svizzere è favorevole all’avamprogetto, nonostante ritenga poco convincente la sua motivazione, dal momento che fatta eccezione per un periodo di pochi