Rapporto sui risultati

Consultazione 2005/93: Adattamento dell'aliquota minima di conversione nella previdenza professionale · 28 pagine

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Nessun parere

Partecipanti favorevoli al Partecipanti contrari Partecipanti che propon-

6,4% al 6,4%: gono varianti

ZH, SZ BE, ZG, TI, VD, VS, AG (cambio di sistema)

GE,

Totale Cantoni 9 2 UDC PCS, Verdi3

3 Unione delle città svizzere Associazione dei Co-2

muni Svizzeri 4 Travail Suisse1

5 Conferenza Fiscale1

6 Pro Senectute (*)1

7 Istituto collettore IG autonome Sammel- Conferenza delle casse di 4 stiftungen compensazione (senza

parere), SAV (inferiore al

6,4%)

8 FER ASA (6,0%)3

sistema)

Innovation (cambio di 9 VAA, KGL Pittet3

9 Totale altre organizzazio- 18 ni Totale senza parere e-27

spresso

(*)Unione svizzera degli imprenditori, Conferenza dei direttori cantonali delle finanze e Pro Senectute chiedono di introdurre nell’avamprogetto una partecipazione dei pensionati alle eccedenze qualora gli utili risultino maggiori e siano stati costituiti i necessari accantonamenti finanziari e attuariali. ARPIP chiede di indicizzare le rendite.

I Cantoni favorevoli concordano con le dichiarazioni contenute nel rapporto secondo cui l’obiettivo previdenziale non sarebbe in pericolo nonostante la riduzione dell’aliquota minima di conversione.

AR fa notare che negli ultimi anni le generazioni più anziane hanno accumulato patrimoni mentre le generazioni più giovani si trovano in difficoltà. Per LU le misure d’accompagnamento non sarebbero opportune perché graverebbero in particolare sui giovani lavoratori (soprattutto sulle giovani famiglie).

Per AR si deve inoltre evitare di vincolare ancora più capitali nella previdenza professionale obbligatoria.

GL, FR, PS, USS ed Ebenrain, contrari a una riduzione al 6,4 per cento, si sono espressi “profilatticamente” sulle misure d’accompagnamento. Nel caso in cui venga introdotta un’aliquota del 6,4 per cento, essi chiedono una piena compensazione. I motivi sono principalmente i seguenti: le rendite del primo pilastro non garantiscono la sussistenza, il che aumenta l’importanza del secondo pilastro. I calcoli contenuti nel rapporto non sono esatti perché si basano su calcoli tipo e quindi non tengono conto adeguatamente della situazione di coloro che hanno redditi medio-bassi. Nel caso dei salari vicini al minimo LPP ogni evoluzione salariale individuale si ripercuote direttamente sul tasso di sostituzione. Gran parte degli assicurati hanno un tasso di sostituzione reale inferiore a quello previsto dai calcoli tipo.